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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

La volpe e la maschera

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Fabularum Phaedri – Liber primus – VII. Vulpes ad personam tragicam
Personam tragicam forte vulpes viderat; quam postquam huc illuc semel atque iterum verterat, “O quanta species” inquit “cerebrum non habet!”.
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam Fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

Primu libru de li cunti de Fedru – VII. La vurpe e la maschera tragica
Ppe casu la vurpe vide ‘na maschera; la vota e la gira qualche fiata, poi “Ce caleddha”, face, “ma nu porta cervieddhu!”
Cusì dice la gente de quiddhi ca la furtuna bbinchiau de cloria e onori, ma li fice poveri de sensu.  
Traduco liberamente nel sanguigno vernacolo galatinese un popolare brano di Fedro, per una comprensione più agevole da parte della persona a cui è dedicato: nella speranza che si accorga del ridicolo in cui i suoi atteggiamenti hanno gettato la Città (sono un inguaribile ottimista). Il “caleddha”, naturalmente, è una iperbole, non ha valenza di giudizio estetico.

Gentile Pasquino, la Sua è una speranza vana. Lo dice la stessa volpe:  cerebrum non habet.  (d.v.)


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