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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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Dissacrato il Chiostro! No, valorizzato e reso vivo!

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palazzo_della_cultura_1 palazzo_della_cultura_1 Caro direttore, nel lontano 1508 fu costruito il convento dei Domenicani, oggi palazzo della cultura, da allora è stato un luogo dove la scienza del sapere ha fatto di quel posto il simbolo d'eccellenza della nostra amata, elegante e signorile Galatina. Oggi se ci si sofferma per qualche istante nel suo chiostro, quando questo è nel silenzio totale, vi si possono ancora sentire le lodi del salterio recitate dai monaci, il vociare degli alunni che hanno frequentarono il liceo ubicato in quelle stanze del convento, scuola che ha visto "nascere" tanti intellettuali della nostra amata terra del Salento. Luogo (il chiostro) dove, se si ha un olfatto sensibile, si possono annusare le tempere, gli oli e le tante tecniche pittoriche e plastiche dei vari astisti galatinesi, custodite gelosamente nel museo Cavoti nel piano superiore del palazzo. Spazio prezioso per i tanti appassionati della lettura e dello studio, dove trovano nutrimento quotidiano nella magnifica biblioteca civica comunale dedicata a Pietro Cavoti.
Caro direttore, le ho fatto questa introduzione perché vorrei sottoporle alcune domande collegate al luogo sopra citato, area quest'ultima, favorita dell'amministrazione Montagna per promuovere le tante attività culturali della calda estate galatinese 2012.
Le domando: quale era la funzione di quel 'bar' ubicato a SINISTRA, entrando nel chiostro? Di chi è stata l'idea di dissacrare quel luogo, sacro per la cultura galatinese, riducendolo ad un posto in cui vi si è venduto alcool di tutti i tipi? Perché si è istallata quell'attività commerciale in un luogo pubblico facendo concorrenza ai tanti commercianti del settore privato (bar, pizzerie, pub, ristoranti) ubicati nei pressi del Palazzo della Cultura?
E' questo quello che il Sindaco intendeva quando parlava del ( "cantiere della rinascita" nelle linee programmatiche, elevando Galatina a "luogo delle grandi opportunità di sviluppo" (culturali, sociali, economiche), puntando, soprattutto, sulla cultura, quale strumento capace di dare valore economico all'immaterialità) erigendo l'amministrazione pubblica ad essere antagonista delle tante attività commerciali, artigiane, industriali private galatinesi che da sempre hanno sostenuto l'erario comunale?
Quale beneficio i minorenni hanno avuto visitando il chiostro di sera, vedendo bere nei locali comunali, coloro che sono designati a fare profilassi contro l'alcolismo (padri, madri, sorelle, zii,zie, professori professoresse ecc.)? Quale credibilità avranno queste persone quando discuteranno con i ragazzi, di questa moderna piaga?

Caro Vito, in ogni Museo o Biblioteca del mondo c'è un luogo in cui il visitatore può rinfrancarsi. Non mi sembra, quindi, uno scandalo che a Galatina si sia pensato a qualcosa di simile. Si può discutere sulla realizzazione che è stata, comunque, provvisoria ed, invece, opportunamente studiata e regolamentata, potrebbe diventare stabile. Il Chiostro, quest'anno, ha avuto vita non solo grazie all'associazione de 'I Concerti del Chiostro' ma anche per merito dei ragazzi di 'Futura Città'.
Non mi scandalizza che, in quel luogo anche a me caro (vi ho frequentato il Ginnasio, il primo liceo ed una parte del secondo prima del trasferimento del 'Colonna' nella nuova sede) si siano distribuite bibite alcooliche ai maggiorenni, mi preoccupa che le stesse siano acquistabili da chiunque in ogni angolo della Città. Mi indigna vedere Galatina piena di bottiglie e lattine di ogni genere abbandonate dagli incivili accanto alle deiezioni dei cani portati a spasso dagli sporcaccioni. 
Non ho saputo di proteste da parte dei tre bar ubicati nei pressi di Palazzo Rizzelli, né credo che quei ragazzi avessero intenzione di fare concorrenza alcuna. Hanno organizzato gratuitamente delle serate interessanti da un punto di vista culturale ed hanno tentato (non riuscendoci) di coprire i costi con la vendita di qualcosa da bere.
Hanno avuto idee che vanno sostenute e migliorate non bacchettate. Con l'amicizia di sempre. (d.v.)

 


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