Confronto con una pecora

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pecora pecora Questo colloquio è stato interamente immaginato ed è stato scritto per sottolineare la differenza tra chi ragiona da sé e chi delega il proprio agire ad altri. Il pronome personale si presta indicativamente a questo dialogo senza assumere l'identità assoluta dell'autore.
Io: Perché mi guardi dall'alto in basso? Tempo fa mi salutavi cordialmente, ma ora il tuo ciao è insipido come se tu incontrassi un pesce lesso. Cos'è cambiato? Pecora: Io adesso ti conosco meglio di prima perché la gente è più informata sul tuo conto.
Io: E cosa dice la gente?
Pecora: Che ti devo evitare perché hai idee strane.
Io: E secondo te, quali sono le mie idee strane?
Pecora: Non lo so, ma la gente importante dice così. E mi basta! E poi tu hai l'aria del maestro senza avere un titolo. Chi sei tu senza una laurea, un lavoro e senza un soldo in tasca?
Io: Ma per avere rispetto, cosa bisogna fare secondo il tuo pensiero? Non basta essere persone?
Pecora: Io penso quello che pensa la gente importante.
Io: E chi è la gente importante?
Pecora: I dottori, i preti e tutti quelli che sanno cos'è la vita.
Io: E di questi ultimi, mi fai un esempio?
Pecora: I politici e coloro che amministrano il pensiero comune.
Io: Come? Cos'è il pensiero comune?
Pecora: Non lo so. Ma così dicono. Oppure lo chiamano... ah si! Opinione pubblica.
Io: E non c'è nessuno che parla bene di me?
Pecora: Si, qualcuno c'è, ma non conta. Sono persone pietose. Dicono che sei bravo, ma lo dicono per compassione.
Io: Come fai a saperlo?
Pecora: Perché tu commuovi i loro cuori. Dicono di te che sei intelligente. Ma tutta questa intelligenza, dove ti ha portato? Non sei nessuno.
Io: E tu chi sei?
Pecora: Io sono una che ha lavorato sempre. Ho piegato la testa e ho sgobbato. E poi sono tra la gente. Tu invece, vieni evitato. Le persone importanti mi dicono che sei malato anche se stai bene. Loro dicono che la tua mente è straniera al senso comune.
Io: La gente dice... loro dicono... ma tu cosa dici?
Pecora: Le stesse cose.
Io: Allora vuol dire che non hai un cervello autonomo! Non ti preoccupa questa cosa?
Pecora: No! Io seguo i pastori buoni. Quelli che, se li segui, ti fanno vivere a lungo. Tu invece sei in pericolo. Parli troppo e camperai poco.
Io: Questa risposta te la sei proprio cercata: è meglio un giorno da leoni che cento da pecora!!