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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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La contagiosa rivoluzione dei forconi. Perché nessuno ne parla?

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sicilia-bloccata-movimento-dei-forconi--240x204 sicilia-bloccata-movimento-dei-forconi--240x204 Se stesse accadendo a Milano quello che sta succedendo in queste ore a Palermo, la notizia verrebbe data subito dopo gli aggiornamenti sulla tragedia della nave Concordia. Ma Palermo non è in Lombardia e siccome la Sicilia fa notizia solo per fatti di sangue, per il pizzo, per la mafia, questa protesta passerà in sordina: poche righe sui giornali, pochi minuti nei vari tg.

Il movimento dei "Forconi" blocca l'intera isola: strade, ferrovia, porti. Le merci non partono e non arrivano, i supermercati hanno gli scaffali vuoti e la città di Palermo in particolare sta vivendo giornate di grande disagio. Ma loro, quelli dei forconi, continueranno ad oltranza fino al 20 gennaio. Ma chi sono e che cosa vogliono qualcuno ce lo spiegherà? Sono solo dei pazzi che hanno deciso di mettere in ginocchio ciò che rimane di un'asfittica economia siciliana? O sono persone ormai disilluse dalla politica del governo centrale, che continua a considerare la Sicilia come utile serbatoio di voti e niente altro, e ancor di più dalla politica regionale che sembra dimenticare lo statuto della propria regione autonoma? Sono siciliani stanchi di essere considerati italiani di serie B, sono siciliani che hanno deciso di non morire né di depressione, né per suicidio... Sono siciliani che non hanno in mente uno sciopero o una manifestazione, ma hanno come obiettivo una vera e propria rivoluzione, pacifica ma determinata e, a quanto dichiarano, senza bandiere e senza alcun riferimento a partiti politici. Sono stanchi di promesse mai mantenute come quella dell'attuazione dell'articolo 37 dello statuto della propria regione che stabilisce che le industrie che non hanno sede legale nell'isola, ma che hanno lì i loro stabilimenti, debbano destinare una quota delle tasse alla regione Sicilia. Questo non accade e se si pensa al fatto che in Sicilia ci sono le più grandi raffinerie d'Italia e che le stesse pagano le tasse nelle regioni da cui dipendono legalmente, si capisce quanto pesante sia il danno economico e quanto grande la beffa, visto che poi in Sicilia resta solo l'inquinamento prodotto dalle stesse raffinerie.
Si ha notizia che al movimento si sta unendo la parte meridionale della Calabria ed anche la Sardegna, che sia una rivoluzione contagiosa?

 


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