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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

Due canti liberi

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DanielaVantaggiatoIMG_6156r DanielaVantaggiatoIMG_6156r I grandi assenti sono gli adulti: quelli dalle vite risolte, dalle vite vissute, dai valori da vivere e da trasmettere vivendo, quelli che quando incontrano i giovani sono felici di vederli andare per la loro strada, perché li vedono incamminati e perché li hanno accompagnati quel tanto che basta.

I grandi assenti sono gli adulti. La nostra società vive la contraddizione di uomini e donne che sono pronti a dire ai giovani di andare via ma quanti sono gli ostacoli che gli stessi adulti hanno posto lungo la strada! E il dire “vai” da messaggio di libertà si tramuta in sconfitta; la sconfitta di una terra, la nostra, e di una società, la nostra, che rinuncia e diviene povera per l’assenza di chi è la generazione del futuro. Quella stessa generazione su cui si continua ad investire ma alla quale non si consegna mai il testimone.

Questa lunga e bella estate è stata impreziosita da due scritti apparsi sul quotidiano online Galatina.it quello della brava e sempre presente Valentina Chittano e quello del vicino/lontano Antonio Aloisi, una giovane giornalista ed un giovane studente. Valentina con il suo “No. Io non mi arrendo” anzi “attingerò la forza dalla speranza” e Antonio con il suo “Essere sotto tiro è, per noi, un onore” scritto nel buio della strage norvegese di Utøya sulla quale, le sue parole, hanno acceso una luce. Sono le loro menti ed i loro cuori a rendere giustizia per i tanti giovani traditi, raggirati, incantati, ammaliati, contaminati, compromessi dal sistema che la società adulta ha costruito e nel quale tenta di ingabbiarli. Ma loro due no, loro sono voci libere. Ed è il loro “canto libero” frutto di attenta riflessione che ha reso preziosa la nostra estate. Onestà intellettuale nelle loro parole, purezza nei loro cuori. Onestà e purezza due ingredienti preziosi per poter sperare facendo loro spazio ed accompagnandoli quel tanto che basta: lo spazio della città dell’uomo ha bisogno dell’impegno e dell’energia dei giovani, con loro è possibile ripartire ora e da qui. In altri tragici momenti della nostra storia all’imperativo morale della memoria verso ciò che era stato, altri hanno risposto “dimenticate i padri” e cioè sappiate essere diversi da chi vi ha preceduto. E allora se nei loro scritti è comparsa anche la parola “vergogna” questa può e deve far arrossire le guance del mondo adulto, pure, oggi vorremmo poter dire: tentiamo un incontro tra adulti e giovani per rimettere in movimento tutta la società. C’è ancora una possibilità, un margine di speranza fondato su quei giovani e su quegli adulti che non si arrenderanno, mai.


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