Galatina.it

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

Al solito posto

E-mail Stampa PDF

pizze_nel_forno_a_legna pizze_nel_forno_a_legna Non trovai nessuno disposto a passare la serata con me. Ognuno aveva un impegno già preso, o forse quella sera non avevano più semplicemente voglia. Fu così che mi trovai da solo in quella pizzeria che all'improvviso mi apparve troppo grande. Fu così che in quel "solito posto" dove "ti senti a casa tua" non sentivo più intorno a me il profumo del forno a legna, delle pizze, il profumo di origano. Volevo solo la solita pizza del sabato sera e una "media alla spina" in quella solita pizzeria che non avrei cambiato per nulla al mondo. Parlare un po' del più e del meno, di calcio, viaggi e compiti in classe, in quel locale semplice e poco illuminato. Volevo solo raccontare la settimana quasi finita, qualche progetto, ma quella sera ero solo, in un angolo di quel locale davanti a quella pizza e quella birra. Ascoltavo senza volere i discorsi degli altri, si parlava di lavoro, dei soldi che non bastano mai, di una vita diventata più difficile del solito. Una anziana signora, festeggiava in una serata quasi allegra, i suoi 80 anni, un gruppo di ragazzi che conoscevo, stavano dispiaciuti per un goal subito e ancora più dispiaciuti per un goal sbagliato.
Chiesi il conto, pagai e andai via. Salutai il pizzaiolo e la cameriera che intanto portava il conto al tavolo numero 6. Aprii la porta a quel mio vecchio amico che portava quattro pizze a casa, ma il mio aiuto non bastò. Forse, coperto dalla pizze, non vide il gradino e fece un volo di un paio di metri e, insieme a lui, volarono una decina le pizze.
Le pizze sfiorarono durante il loro volo, la testa di una "signorina" che sembrava appena uscita dal parrucchiere, e andarono poi a finire dall'altra parte del marciapiede. Aiutai a sollevarsi da terra quel mio amico, ma per le pizze non ci fu niente da fare . Erano lì sull'asfalto bagnato dalla pioggia che cominciava a cadere insieme a sugo, mozzarella, funghi e prosciutto. Mi trattenni a stento dal ridere, quando vidi quel mio amico che, facendo finta di niente, tornava alla cassa a prendere un altro numero: il 23.
Tornai a piedi verso casa, il sabato successivo sarebbe stato diverso, sarei ritornato con tutti i miei amici, la mia allegra "combriccola", a parlare di donne e di motori, di scuola, conquiste e nuovi amori. Eravamo tutti convinti che il tempo ci avrebbe fatto vivere ancora a lungo quell'età, che si sarebbe fermato un po' di più su quegli anni e invece: ci siam trovati grandi all'improvviso, qualche capello grigio e piega in viso. Ci siamo rimasti male, quasi offesi, sentiti un po' traditi e un po' sorpresi.


Articoli correlati

L'editoriale

Strabismi

Una canzone al giorno

La ricetta di oggi

Pasta, fagioli e cozze

Manuela Mercuri      
La ricetta di oggi

I più letti della settimana

Cerco cuccia!

Login

Chi è online

 158 visitatori online

Statistiche

Utenti : 5
Contenuti : 4439
Link web : 4
Tot. visite contenuti : 6230937
You are here: Rubriche Lettere Al solito posto