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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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Far rispettare le norme per evitare discariche ed incendi nella zona industriale di Galatina. Il Sindaco Montagna ed il presidente Fitto che cosa fanno?

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discaricadavantiallHermitage17022012336 discaricadavantiallHermitage17022012336 Egregio Direttore, qualche giorno fa dalle pagine del Vostro giornale avete raccontato uno degli incendi che come ogni estate, questa non è da meno, scandiscono il tempo e sono un leitmotiv nelle caldissime giornate di Galatina e del nostro Salento. ScriverLe a distanza di giorni è stata una scelta dettata dalla volontà di non dare un taglio polemico a questa mia, perché l'amarezza è tale che ritengo il cercare un facile nemico sia tempo perso.

Vorrei molto più semplicemente sollecitare una riflessione in quanti dovrebbero e potrebbero fare, avendone la responsabilità, ma scelgono di non fare. Raccontando il fatto il redattore si poneva un quesito : il fuoco era scoppiato (?) fra le coperture di una discarica abusiva presente nella zona per poi estendersi alle stoppie o aveva fatto il percorso inverso ? Il fuoco è partito dalle stoppie, anzi sono quasi certo che è stato appiccato alle stoppie.

Alle ore 11.15 avevo notato nella Zona Industriale l'ennesima e, purtroppo, consueta "colonna" di fumo nero ad indicare un incendio in corso; mi sono diretto sul posto verificando che l'incendio era agli inizi e si estendeva lungo parte del perimetro della zona interessata che confinava con un'arteria interna della Z.I. e nella quale erano presenti alcune discariche abusive. Qualche secondo per valutare il da farsi e alle 11.21 (certificata dal registro del mio cellulare) chiamai l'ufficio dei Vigili Urbani di Galatina per segnalare l'evento; dopo circa un'ora la "colonna" era ancora li quindi contattai direttamene i V.F. al 115, erano già le 12.20 ma l'incendio poteva ancora essere domato con relativa tranquillità.
Tralascio volutamente lo scambio di battute, quasi irritanti, tra me e gli operatori che hanno risposto alle telefonate perché darebbero sicuramente adito ad una polemica che in quest'occasione non mi interessa alimentare. La fine della storia la raccontate Voi "...Era attesa e puntualmente anche la discarica abusiva sulla strada ad ovest della zona industriale di Galatina è andata a fuoco. Erano circa le ore 14 e 30 di ieri pomeriggio quando è stato allertato il Nucleo della Protezione Civile di Galatina....".

Alle 14.30 è stata allertata la Protezione Civile ? Perché ben tre ore dopo la mia telefonata quando ormai quasi tutto era bruciato, discariche abusive con ogni tipo di rifiuto, speciale e pericoloso, comprese? Il fuoco fatto partire dalle stoppie aveva ormai "bonificato" la zona. Cerco di andare oltre la polemica sulla gestione dell'emergenza e vorrei capire perché il fenomeno incendi dolosi è tanto diffuso quanto impunito e mi/vi chiedo : cui prodest? A chi giova e porta vantaggi?
"Prodest scelus, is fecit", pensava Seneca, ovvero colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto. Pur non rivolgendo nello specifico, non avendo le prove, dirette accuse a nessuno, alcune risposte ho provato a darmele: i proprietari dei terreni sembrerebbero avere il maggior beneficio perché hanno in un sol colpo ripulito dalle stoppie e dalle discariche abusive le proprietà ma non da meno ne traggono vantaggio anche le Amministrazioni, sia comunali che provinciali, dal risparmio per gli enormi costi di bonifica di quelle centinaia di mini discariche presenti sul territorio di competenza che in queste occasione bruciano. Una tacita alleanza fra portatori di problematiche a danno della comunità che è costretta a respirare ogni tipo di fumo tossico? Sembrerebbe di si.

Eppure qualche semplice decisione a costo zero tesa a limitare il fenomeno, eliminarlo è pressoché impossibile, le amministrazioni potrebbero provare a prenderla. Si potrebbe, per esempio, obbligare i proprietari dei terreni confinanti con strade pubbliche a recintare gli stessi (se ben ricordo esiste un'ordinanza in tal senso dell'ex Sindaco Antonica) ed a mettere in atto ogni azione necessaria, come l' aratura del terreni, per eliminare le stoppie, quale causa principale degli incendi, addebitando ai trasgressori il costo sostenuto per lo spegnimento degli incendi causati dalla mancata osservanza di tali disposizioni. Piccole e, ritengo, concrete idee talmente di semplice deduzione che qualsiasi amministratore, volendolo, potrebbe facilmente valutare ed adottare. La domanda a cui non so dare risposta, escludendo la malafede, è perché sembra che tutti, amministratori compresi, subiscano con rassegnazione questi crimini senza nessuna apparente voglia di provare a combattere per risolvere un problema che colpisce ed avvelena la salute di tutti indistintamente.

 

Gentile Vito, in questo periodo i Vigili del Fuoco sono oberati di lavoro. La Protezione Civile può partire solo dopo che la centrale operativa regionale autorizza l'intervento. Avvertire i Vigili Urbani, paradossalmente, in alcuni casi può ritardare l'attivazione delle squadre antincendio. La zona industriale di Galatina crea ulteriori problemi perché si interseca con quella di Soleto. Quando si chiama la nostra Polizia Locale (esperienza personale) l'operatore cerca di capire se è una zona di competenza galatinese o soletana. Ovviamente, in caso di emergenza, non bisognerebbe perdere tempo prezioso ma non tutti hanno la stessa percezione del pericolo.
A Galatina la questione dei terreni non recitati che diventano discariche abusive ha origini molto lontane nel tempo. Qualche mese il Dirigente della Polizia Locale comunicò a galatina.it che aveva provveduto a segnalare all'Ufficio urbanistica un terreno da recintare nella zona ovest della città. Non sono in grado di dirLe se quella segnalazione ha avuto un esito positivo. In generale, l'Ordinanza a cui Ella fa riferimento, nella zona industriale, sembra piuttosto disattesa.
Su quei terreni però c'è anche la competenza dell'ex-Sisri. Il suo presidente, Antonio Fitto, qualche tempo fa dichiarò, in maniera piuttosto azzardata, che la colpa della nascita della famigerata discarica davanti all'Hotel Hermitage era dell'amministrazione Antonica, cassando del tutto le sue responsabilità.
Probabilmente è l'ora che il Sindaco Montagna prenda l'iniziativa di convocare intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, a partire dagli assessorati galatinesi.
L'ispettore ambientale è un primo passo di un cammino che sarà lungo. (d.v.)


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