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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

Il Sindaco si immerge nella movida galatinese. "Adesso però lo vogliamo anche in periferia"

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Russi_Montagna_Angelelli Russi_Montagna_Angelelli Ho appena letto la lettera indirizzata alla redazione di Galatina.it, inviata dalla signora Nachira e convengo in toto con i disagi riguardanti la modiva galatinese ai cittadini lavoratori. Ma che dire del vociare assordante dei baretti posti in periferia e in particolare di quello che si trova a ridosso del Liceo Scientifico? Anche gli abitanti non residenti nel centro storico avrebbero diritto ad un pò di silenzio o almeno ad orari di chiusura dei locali più a prova dei cittadini lavoratori. Anche i cittadini della periferia costretti a tenere le finestre aperte per la calura estiva sono sottoposti a musica, a cori da stadio soprattutto tra le due e le cinque del mattino quando i fumi dell'alcool si fanno sentire e diventa incontenibile l'esuberanza conseguente al consumo di sostanze, si spera solo alcoliche.
Anche i cittadini ligi al dovere e soprattutto paganti tasse per avere servizi, sollecitano l'intervento delle forze dell'ordine, che di tanto in tanto si fanno vedere, senza però intervenire.
Ci si chiede quali possano essere gli orari di chiusura degli esercizi pubblici nel tessuto urbano, visto che non sembrano esserci limiti. Si sottolinea che anche il giochetto di spegnere le luci nel locale ma di continuare a servire bevande fino ad oltre le luci dell'alba, può solo essere fuorviante per gli allocchi, ma che che è ben sfruttato e a quanto pare, paga.
Anche i cittadini della periferia sono sottoposti al fiume di vetro riversato la mattina nei cassonetti della nettezza urbana, bene che vada, quando invece non viene lasciato incivilmente insieme a quantità di bicchieri di plastica sul muretto dello Scientifico o lungo i marciapiedi del bar.
Si spera con questa lettera che qualcosa si muova, ma nessuno ci venga a dire che il problema è risolvibile con un buon impianto di condizionamento e le finestre chiuse. E' una risposta già sentita. (Maria Luce Cudazzo)

Caro Direttore, vorrei dire la mia riguardo la "movida" galatinese. Sono anch'io residente nel centro storico e non ho dubbi su una cosa : nonostante vada migliorata di molto la pulizia, è un piacere viverci. Con la mia famiglia giornalmente "viviamo" la piazza e il borgo antico, e siamo colpiti dalla moltitudine di intrattenimenti che ci sta offrendo.
Qualche aggiustamento si può sempre fare no? Gli orari vanno ridimensionati, così come il volume. Ci si divertirà ugualmente iniziando e finendo prima un concerto, possibilmente senza perdere l'udito.
Ma il vero problema è un altro : LA GUERRA. la guerra tra locali, tra associazioni, tra piazze. 2 palchi in 50 metri = un gran casino.
Carissimi amici GENERALI, percorrete quei pochi passi che vi dividono e parlatene....tra una pizza e un cocktail troverete il giusto compromesso. Per Galatina, per Voi e per tutti. (DanieleDR)

Gentile Maria Luce, gentile Daniele, giovedì sera il Sindaco Cosimo Montagna, l'assessore Alberto Russi ed il capitano Domenico Angelelli hanno fatto un giro nella 'movida' galatinese osservando attentamente quel che accadeva e riflettendo su eventuali, futuri aggiustamenti organizzativi.
Intanto, un primo risultato è stato raggiunto grazie alla ragionevolezza dei  titolari di locali pubblici ed all'azione di coordinamento dell'assessore alle attività produttive. Non c'è stata e non ci sarà più la guerra dei gruppi musicali. "Mai più esibizioni contemporanee in Piazza San Pietro ed in via Garibaldi"- ha assicurato uno degli esercenti.
Il dubbio sugli orari in cui è consentito dalla legge vigente fare musica all'aperto nei centri abitati sarà certamente sciolto dagli uffici preposti (Attività produttive e Polizia Locale).
"(...)sostanze, si spera solo alcoliche" -scrive Maria Luce. E' un altro discorso ma mi consenta di ricordare sommessamente che l'alcool è una sostanza psicotropa che dà dipendenza. Rispetto alle altre a cui fa riferimento ha un inspiegabile 'privilegio' in più: non è proibita. Cari saluti. (d.v.)


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