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I galatinesi preservino il loro patrimonio culturale! Ripulito il lato nascosto del monumento a Pietro Siciliani

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pietrosiciliani270920112350 pietrosiciliani270920112350 Gentile Direttore, prendo spunto dal Suo articolo-denuncia (che, inutile dirlo, condivido pienamente) per prendere, ancora una volta, posizione contro l’incuria e l’indifferenza con le quali la Città di Galatina si approccia al suo patrimonio storico-artistico. Lei, certo, ricorderà il mio vecchio intervento, Nemo propheta in Patria, pubblicato sempre sul Suo quotidiano on-line e i galatinesi sapranno, oramai,

quante volte sia tornato sulla questione dell’importanza, per Galatina ed il galatinesi, di preservare il loro patrimonio culturale. Il discorso, certo, potrebbe allargarsi ad altre figure, ma in quanto studioso (ormai da 4 anni) del Siciliani, non possono non prendere una chiara posizione di fronte allo scempio che circonda la memoria dell’illustre galatinese. In un primo momento, per la verità, avevo pensato di non tornare – ancora una volta – sugli stessi argomenti per non tediare i lettori e perché il tutto mi sembrava risolversi in un monologo senza riscontro. Il suo articolo, però, e l’invito di Pasquino Galatino, mi hanno spinto a scrivere, questa volta, una lettera aperta al Sindaco di Galatina, Dott. Giancarlo Coluccia, al fine di denunciare quell’orrore di cui anche Lei si è occupato. Lo faccio perché credo, nonostante tutto, alle potenzialità di questa città, alle ricchezze della sua storia ed alla necessità di preservarne la memoria. Cordialmente.

Gentile Francesco, per ora è stato ripulito il lato nascosto del monumento. L'assessore Francesco Carrozzini ha preso, ieri, l'impegno di occuparsi della siepe. Vedremo. Lei non molli! (d.v.)

Lettera aperta a Giancarlo Coluccia, Sindaco di Galatina

 Al Sindaco di Galatina, Egregio Dott. Giancarlo Coluccia.

 Mi rivolgo a Lei, al Primo Cittadino di Galatina, prendendo spunto da un articolo-denuncia pubblicato dal Dott. Dino Valente sul suo quotidiano on-line e che, in effetti, porta in evidenza – agli occhi dei cittadini galatinesi – un orrore perpetrato ai danni di un nostro illustre concittadino, il filosofo Pietro Siciliani (1832-1885). Mi riferisco, ovviamente, allo stato di abbandono ed incuria nel quale versa il monumento dedicato alla memoria del filosofo collocato sul piazzale antistante il Palazzo della Cultura “Z. Rizzelli”. Quel busto (risalente al 1886), che un tempo occupava la posizione centrale nella vecchia “Piazza Fontana”, fu poi spostato in quella sede agli inizi del Novecento non tanto per abbellire una zona di Galatina o per occupare uno “spazio vuoto”, ma allo scopo di ricordare e commemorare il galatinese che si distinse tra i maggiori intellettuali italiani di fine Ottocento. Ma, se le analisi storiografiche non ne hanno saputo (per cecità) individuare l’importanza, non per questo i galatinesi possono permettere che la memoria di un loro concittadino venga calpestata dall’arbitrio e dall’inciviltà di alcuni. Non si tratta di mero campanilismo, caro Sindaco, ma di quel rispetto alla memoria storica dal quale deve derivare un rinnovato senso civico e sociale. A ciò si aggiunga anche il rispetto per lo spazio pubblico, essenziale e primario rispetto alla salvaguardia dell’ideale spazio culturale. Ogni società nasce dalla sua storia e dal rispetto di essa e quando questo rispetto viene meno, di fronte all’indifferenza, non c’è società che tenga. Ma non intendo tediarla: so di rivolgermi a persona accorta e sensibile alle problematiche (anche culturali) della nostra meravigliosa Città e per questo, lo so per certo, non rimarrà indifferente dinanzi a questa denuncia che colpisce non solo il cuore di Francesco Luceri, uno studioso del Siciliani, ma prima di tutto di un galatinese che col Siciliani, se non altro, condivide i natali e l’amore per questa nostra città. Comprendo benissimo che la crisi, le problematiche economiche, sociali, ecc., potrebbero spingere alcuni ad accantonare questi problemi. Ma, mi chiedo, Galatina può permetterselo ancora una volta? Non potremmo, invece, muovere da questi elementi culturali per ricostruire un tessuto sociale e di appartenenza condivisa in grado di dare nuovo alimento alla vita cittadina? Non possiamo dare inizio ad una nuova stagione per Galatina che ponga al centro dei suoi interessi il rispetto per la sua memoria storica? Il discorso si potrebbe allargare a dismisura ma, in quanto studioso del Siciliani, non potevo non prendere posizione di fronte a questo scempio. So, lo ripeto, di trovare in Lei una persona accorta e so per certo che tutta l’Amministrazione comunale si interesserà del problema qui esposto. Approfitto dell’occasione offertami, poi, per rivolgerLe un invito che estendo a tutta la cittadinanza di Galatina, alle Istituzioni ed all’Amministrazione: lunedì 7 novembre, presso l’Università Popolare Aldo Vallone, terrò una breve relazione sul Siciliani al fine di “riscoprirne” la memoria storica. Se nel contempo potessi riscontrare un miglioramento della situazione esposta dal Dott. Valente, ne sarei davvero orgoglioso, in quanto galatinese.

 Cordialmente, Francesco Luceri.

 


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