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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

I tempi della consapevolezza

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Parafrasando Tenco, mi son messo a scrivere perché “non avevo niente da fare”. In una sera di mezzo autunno, con i primi segnali di ciò che sarà, riecheggia nella mia mente una frase dellʼultimo libro che ho letto:
“i tempi della consapevolezza per lei erano sempre arrivati come una risacca dopo lʼonda, e neanche quella volta avrebbe fatto differenza.”
La consapevolezza... quella luce che dà un senso nuovo a ciò che guardavi con occhi spenti, o ti rende impietosamente vivida la vera immagine della realtà. Che ti può consolare facendoti riconoscere un piccolo miracolo proprio lì davanti a te, ma che parimenti non accetta lʼinganno della distrazione, e ti distrugge lʼillusione di ciò che non è.
La consapevolezza, checché se ne dica, non viene dalla saggezza: anzi, è proprio la forza motrice in grado di farti fare ciò che, “saggiamente”, troveresti il modo di fuggire. Non viene dallʼetà, perché cʼè chi arriva alla fine della vita senza averla mai conosciuta, pur avendone pagato il prezzo. Non viene dallʼesperienza, perché ci sono volte in cui nessuna ragione sembra bastare ad evitarti un rimpianto.
Credo che la consapevolezza non sia una qualità stabile che si possa possedere, bensì un ideale verso cui tendere, una capacità da coltivare con fatica, sperando di goderne di tanto in tanto. Ciò che conta, invero, è che essa si manifesti negli istanti cruciali della vita.
Perché niente ci fa più uomini, e ci regala una vita autentica, della capacità di avere coscienza di ciò che viviamo. Di capire quando, nel suo fluire inarrestabile, la nostra vita incrocia qualcosa che passa perpendicolarmente, e si interseca con ciò che altrimenti procederebbe inesorabile, come sempre, nella stessa ben solcata direzione. Che sia quello il momento in cui conta capire, accorgersi, riconoscere?
Ma “i tempi della consapevolezza per lei erano sempre arrivati come una risacca dopo lʼonda, e neanche quella volta avrebbe fatto differenza.” Eppure ogni volta, ogni singola volta, potrebbe andare diversamente...
A chi altri spetta decidere?


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