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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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La porta con il vetro rotto

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porta con vetro rotto (ph Valentina Chittano) porta con vetro rotto (ph Valentina Chittano) Mesto, come la pioggia che bagna il suo ultimo giorno. Il 2011 svanisce nel rumore dei tappi di spumante che saltano per aria, ma è un rumore sordo. È una festa che sembra trascinarsi. "A cosa dovrei brindare? Al licenziamento di mio marito?", dice una giovane moglie. "Dal primo gennaio sono a casa anch'io, con tanto di stretta di mano e ironico arrivederci", tuona tristemente un trentenne che nel giro di dieci mesi ha assaggiato la gioia del trovare lavoro e il dolore del perderlo. E chissà quanti, nel chiuso delle proprie case, non trovano oggi motivi per sorridere. Che provi a scovarli qualcuno con la valigia in mano, a un passo da un viaggio che sull'autostrada lascerà una scia di emozioni di ogni genere, appare forse un controsenso. O proprio il fatto che a essere ottimista sia chi nasconde in sé la nostalgia del distacco e la paura della novità, potrebbe incoraggiare. Non si tratta semplicemente di coltivare speranza perché, come afferma qualcuno, lo stesso sperare significa a volte rassegnarsi. Si tratta di vivere. E vivere non vuol dire rassegnarsi, bensì avere il coraggio di vedere il lato positivo delle cose, pur senza illusioni di sorta.

Davanti a una porta rotta, non fermiamoci al vetro frantumato, non piangiamo per quelle schegge che ci hanno fatto male, ma sfruttiamo quella soglia che è comunque rimasta in piedi, che può essere riparata, che può continuare a difenderci. Non c'è magia che operi in tal senso. C'è la volontà. E la preghiera. Per chi crede, affidarsi a Dio è una scommessa che si vince sempre. Il difficile è stare attenti ai segni. Se nell'insoddisfazione e nello sconforto hai chiesto di toccare realmente il volto del Signore, guardati accanto: forse c'è qualcuno che ha bisogno del tuo abbraccio e che nel ricambiarlo ti fa sentire speciale, spezzando ogni solitudine. Se da troppo tempo i mostri del passato invadono il tuo presente, scavandoti dentro e rendendoti fragile; se non sai come debellarli e lotti con la rabbia della disperazione, arriva la purezza di uno sguardo che ti fa scoprire che le loro teste possono essere mozzate dalla pace che trasmette un amore forte e vero.

Mentre i più maledicono la crisi, andiamo controcorrente e proviamo a ringraziare per ciò che "spread" o "default" non possono toccare, i rapporti umani. Continuiamo a costruirli, a desiderarli, a rimetterli in sesto. È l'unica forza di cui non ci priveranno mai le banche, i governi malsani, le aziende messe alle strette. A chi non ha più un lavoro in questo momento sembra davvero poco. Ma a quel poco si vuole rinunciare?
Toh, è spuntato il sole. Auguri.


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