La gabbia dell'anima

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Spunto per queste semplici considerazioni è stata la lettura di un articolo a firma Massimo Recalcati e dal titolo ‘ Scoppiare di salute – L’ossessione del corpo diventa una malattia’.  Il culto narcisistico della propria immagine, asseriva lo psicoanalista, accompagnato dall’assoluta dedizione al potenziamento atletico e alla purificazione del corpo inteso come macchina efficiente, può trasformarsi in un incubo. “Se il nostro tempo non crede più alla potenza salvifica e redentrice degli ideali, ciò per cui vale la pena vivere sembra allora ridursi al solo culto di se stessi…che poi è allo stesso tempo un mezzo per esorcizzare lo spettro della morte”.
A me è sembrata una lettura pienamente centrata, ma mi ha fatto venire un dubbio, che è il seguente: questa chiusura narcisistica che è tutta racchiusa nella ‘bellezza ed efficienza’ del proprio corpo, non è forse dovuta alla mancanza di bellezza ‘dentro’ e anche ‘intorno’ a noi?
E’ come se alcuni strumenti da sempre eletti a far vibrare le corde sensibili del nostro cuore, avessero perso la loro efficacia; emozionarsi per un testo, una musica, un aspetto della natura o per l’Arte in generale, mi pare stia diventando sempre più un esercizio appannaggio di pochi eletti.
Il più delle volte circondati e immersi sino a saturazione nel ‘brutto’ abbiamo perso le capacità di discernere il ‘bello’, che richiede attenzione e tempo, quello stesso tempo di cui lamentiamo la mancanza, ma che in genere non si lesina per potenziare l’efficienza del nostro corpo, ma ad evidente discapito della nostra parte sensibile.