Schiavi

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LucchettiFirenze0001 LucchettiFirenze0001 "Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile" (A. Verrecchia)
Schiava sono io, schiavo sei tu. Schiavi dei ritmi a cui sottostiamo, pur consapevoli della loro disumanità, pur certi del deserto a cui ci obbligano, della terra bruciata che nessuno vuole calpestare con noi. Perché siamo troppo freddi, troppo meccanici, disattenti alle piccole cose, quelle più importanti.

Schiavi di una crisi che con gli euro ha molto a che fare, ma che non ci accorgiamo essere di altra natura, dalle radici che non hanno più niente da succhiare. Schiavi di una libertà che in fondo ci fa paura perché, Fromm docet, ci "obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi".
Schiavi della gelosia che a volte ci mangia da dentro, alimentata dalle nostre insicurezze. Un lusso che l'amore si deve concedere, ma che "ha da entrar nell'amore, come nelle vivande la noce moscata. Ci ha da essere, ma non si ha da sentire" (F. Algarotti). Invece si sente, spesso così tanto da distruggere il bello da cui è sorta.
Schiavi dei sogni che non riusciamo più a fare e che un tempo ci incoraggiavano a guardare lontano.
Schiavi di una vita che vorremmo diversa e che invece continuiamo a seguire come se non fosse la nostra, come se dovesse cambiare da sola per un improbabile intervento divino.
Schiavi di una preghiera che non siamo in grado di esprimere perché nel cuore non c'è più posto per inginocchiarsi, tanto "da lassù qualcosa faranno ugualmente, anche senza chiedere...si sa, sono misericordiosi".
Schiavi di un coraggio che non abbiamo. Il coraggio di rivoluzionare il mondo partendo da noi, senza lamentarsi perchè "nessuno fa niente". Il coraggio di volersi bene senza dover controllare prima che il contorno sia adatto alla convenienza (e, chissà, magari un po' sterile).
Il coraggio di partire per un viaggio migliore di quello che stiamo facendo. Il coraggio di essere quelli che realmente siamo.