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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

I poeti non guardano, vedono!

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poeta poeta Riflessioni semiserie sul reading di poesia orale SALENTO POETRY SLAM tenutosi presso Biblioteca "P.Siciliani" Galatina.
MASSIMO PASCA 1° classificato SALENTO POETRY SLAM: "Per me la poesia è come una sorta di bandito che ti rapisce ma non ti spiega la ragione per cui l'ha fatto, non so assolutamente se sono un poeta e onestamente non me lo chiedo neanche tanto spesso, so bene che esprimermi è un'esigenza, con le parole e con la pittura. Ho sempre accompagnato i miei testi alla musica,quando avevo un gruppo (Working Vibes) e quando come oggi lo faccio da solo. La poesia come in occasione di questo Poetry Slam ha in sé una musicalità e io punto a farla venire fuori, oltre che dare dei messaggi con le mie parole. I miei poeti preferiti sono tantissimi ti cito giusto alcuni: Pasolini, Carmelo Bene,Linton Kwesy Johnson, Wiliam Blacke, Rimbaud, e tutti i poeti surrealisti"
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VERONICA AMATO 2° classificata SALENTO POETRY SLAM: "La poesia per me è l'espressione più vicina e sottile di un momento che mi attraversa totale... In quel momento è la vita che è poesia, oltre il giudizio, oltre chi è intorno, oltre cosa accade o non accade. La poesia un tempo è stata uno sfogo fisico e violento di penna o matite per un povero foglio bianco ma...negli anni è diventata anche molto altro...Celebrazione, invito del cuore, si è fattà preghiera, gratitudine, luce. Esperienza e condivisione...
Per me la poesia, è l'arte che mi bagna il respiro, è la facilità d'espressione, ma al contempo la dedizione alla perfezione di musica e magia. La poesia è per me un potere di lama, un guanciale candido per riposare la fronte dopo lo scontro col nero.... La poesia e libertà, liberazione, visione... Un solo autore però posso dire di aver amato profondamente sin da ragazzina, per varie ragioni, ed è Salvatore Toma. Avevo a casa suoi libri che quando era in vita, essendo magliese regalava, ed io li leggevo e rileggevo nei pomeriggi di trascendenza...dove il confine tra la realtà ed il sogno si scioglie e vorresti essere un albero, per la saggezza e la superiorità... Poi più avanti ho incontrato la poesia dei romanzi di Banana Yoshimoto,e la sua delicatezza mi ha accompagnato alcuni anni..."

ALESSANDRO MARANI 3° classificato SALENTO POETRY SLAM:"La poesia è un eterno viaggio contro/attraverso l'ignoto del proprio essere; scontro/incontro tra ragione ed estasi. La mia poesia è la mia parte più impalpabile, più cieca di me, i suoi versi, il "vomito", il rigetto materiale della mia anima. Autori preferiti? Su tutti Neruda, Luzi e Montale (riguardo la poesia) e poi amo particolarmente, quasi una ossessione, Dostoevskij (riguardo i romanzieri)".

Scrivere sull'arte della poesia non è affatto facile. E' più semplice leggerla, ascoltarla in reading, piuttosto che parlare della sua natura. Mi veniva chiesto quale fosse il criterio nel giudicare: ho risposto molto semplicemente l'immediatezza dell'emozione. Perché in fin dei conti tanto si è scritto sulla sua essenza, ma la poesia viene stretta se la si incasella.
Io ad esempio sono tra quelle che l'hanno scoperta dopo, in ritardo. Ammaliata dalla prosa, molto più dettagliata ed esaustiva, senza troppi suoni e ritmi da ricercare. Per un periodo credevo che la musicalità fosse sintomo di mancanza di approccio storico, come di un allucinogeno della realtà, un vaneggiare permesso a chi voleva descrivere l'indescrivibile.
Così per caso, come un fulmine a ciel sereno l'incontro con Kafka, Majakovskij, Giacomo Leopardi, il beat Lawrence Ferlinghetti con il suo irriverente quanto introvabile Cos'è la poesia. Sfide per giovani poeti in cui urla ai ragazzi : Scrivete un poema infinito sulla vostra vita sulla terra o altrove Leggete fra le righe dei discorsi umani -Evitate le provincia, mirate l'universo; o il romantico Izet Sarajlić che in - Qualcuno ha suonato- intima " Non abbiate fretta di fare i poeti, ragazzi./Restate quanto più a lungo possibile nella fase prepoetica./Essere poeti nella vita non è lo stesso che essere poeti in un racconto.La poesia, sono le disfatte", e la scoperta più inaspettata con Dante che ho odiato per tutto il periodo scolastico ma che ho ritrovato dopo tempo chiedendogli "scusa" per averlo arrogantemente snobbato. Dante è stato il miglior autore che abbia mai scritto sulle e per le donne, i suoi i migliori personaggi femminili, le sue ispiratrici sono state il fulcro della sua ricerca terrena e celeste: "Vergine Madre, figlia del tuo figlio,umile e alta più che creatura,termine fisso d'etterno consiglio, tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore, per lo cui caldo ne l'etterna pace così è germinato questo fiore".
Scoprire senza ordine cronologico Montale, Bukowsky (ancora pulsante il ricordo del il funerale di uno scrittore dedicato a Fante) , Pasolini, Budelaire; Dino Campana, la Merini, e permettetemi di includere nel club anche il caro De Andrè che più che un musicista fu un poeta della canzone assieme all'artista che ispirò la sua lirica Edgar Lee Master con la sua Antologia, non dimenticando il "caldo" Neruda e la riscoperta Szymborska che forse dà la definizione migliore che io abbia mai letto sulla poesia: La Poesia-ma cos'è mai la poesia? Più di una risposta incerta è stata già data in proposito. Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo come all'ancora d'un corrimano".
Così alla fine di ogni poesia letta qualcosa rimane lì come sospeso, senza saper dire esattamente cose è o non è. Ci si accorge solo che il mondo delle parole e il proprio mondo è un po' più ricco perché ci son stati questi autori ed altri ci saranno che toccheranno le corde dell'anima senza dare troppe spiegazioni. I poeti hanno sempre qualcosa d'urgente da dirci, tirano fuori sentimenti che non sappiamo di possedere ma che stanno dentro di noi. Questa è la magia! Quella di cui parla un'artista come Benigni che fa poesia anche quando non scrive ma recita, come nel breve monologo tratto da La Tigre e la Neve scritto assieme a Cerami nel 2005, in cui il regista recita il ruolo di un professore di lettere che parla alla sua classe della poesia:
Dim lights


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