In Aeroporto cambia il comandante. Perché una cerimonia così 'ricca'?

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Maurizio_Colonna_Sergio_Cavuoti Maurizio_Colonna_Sergio_Cavuoti Egregio Direttore, vedendo le immagini del cambio di comando al 61° Stormo, pubblicate oggi 12 settembre su Galatina.it, non posso che provare un senso di profonda indignazione. Centinaia di persone, militari, civili, politici, forze dell'ordine sottratti al loro lavoro; e poi banda, catering, vitto, alloggi, viaggi, un generale ed altro personale militare molto probabilmente giunti in Aeroporto con voli appositi: il tutto per un evento come un cambio di comando che è qualcosa di assolutamente routinario e per nulla eccezionale.
E' giusto, soprattutto di questi tempi, che i soldi pubblici vengano spesi in questo modo? Credo proprio di no. Quanti eventi di questo tipo avvengono ogni anno in Italia? Decine e decine. Non mi si venga a raccontare la storia che tutto ciò è necessario per consolidare e mantenere saldo lo spirito di corpo della forza armata, per ringraziare del lavoro svolto con la consueta "abnegazione".. milioni di persone si sacrificano ogni giorno per il loro lavoro e compiono il loro dovere, senza avvertire la necessità di vedersi riconosciuti gli sforzi con cerimonie pubbliche ma solo tramite un giusto compenso ed apprezzamento. Non sono forse i militari lavoratori come gli altri? Non siamo di fronte al ritorno da una missione di guerra (o di pace, come si suole chiamarle oggi)!
E nemmeno mi si racconti la storia che, in fondo, queste sono spese che ricadono anche sul territorio e ne fanno "girare l'economia"; ovvio che le stesse risorse potrebbero essere dirottate verso ben altre urgenze nazionali o del territorio stesso.
Concludo ricordando che nel settore privato o in altri enti della PA un avvicendamento alla dirigenza si festeggia (se si festeggia) con una stretta di mano o con una cena. Cordialmente.
Antonio Stanca Soleto

 

Gentile Antonio, il catering non era previsto. Il generale viaggiava in auto. Ricambio i suoi saluti. (d.v.)