'Navigammo su fragili vascelli', un successo di Alberto Minafra che si spera di replicare a Galatina

Stampa
 Il recital “Navigammo su fragili vascelli”, a cura dell’associazione CIVILIA, è andato in scena domenica 30 gennaio in un affollatissimo teatro “D. Modugno” di Aradeo. Lo spettacolo è ispirato all’album “Non al denaro, non all’amore, né al cielo” di Fabrizio De Andrè, tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master e tradotto da Fernanda Pivano. L’ineccepibile valore artistico dell’evento è arricchito dal valore culturale e morale che lo stesso acquista per la sua dimensione collettiva, elemento che caratterizza le grandi manifestazioni di piazza, i bagni di folla dettati dalla volontà e dal bisogno di ritrovarsi per provare quel magico sentimento che i greci chiamavano “simpatia”, un sentire insieme nel ricordo di quello che è stato e che è la storia del nostro Paese. La musica di De Andrè ha accompagnato i filmati in bianco e nero degli anni di piombo fino alle crude immagini dell’asfalto bagnato del sangue di Carlo Giuliani ragazzo. Il dolore per le sue braccia magre strappate alla vita dal braccio armato di uno Stato che, citando i testi del recital, “non consente mai di processare se stesso”, e assume il volto di un altro ragazzo con la pistola, schiacciato dalla paura e dalla follia di una delle pagine più brutte del nostro recente passato.
Eppure la rabbia lascia presto il posto al rimorso per tutte le vite che non hanno più visto l’alba. In tanti, troppi dormono negli abissi che costeggiano i faraglioni di Otranto, non sono mai più riemers, perché colpevoli di essere clandestini. Ed è ancora un turbine di pensieri, di immagini, di voci, suoni che continuano ad esistere e a prendere vita nelle coscienze di chi ha ancora la voglia e la forza di fermarsi a ricordare, ad ascoltare e a sperare.
Un sentito grazie ai giovani musicisti, alle voci cantate e narranti, e ad Alberto Minafra, mente ed anima di questo piccolo grande evento che ci auguriamo possa trovare spazio in altri luoghi, non ultima la città di Galatina, che soffre, ormai da troppo tempo, l’assenza di spazi adeguati destinati agli eventi artistici e culturali.