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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

Babel 10

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** Giunti alla doppia cifra, ci terrei a sapere se la rubrica è di vostro gradimento e se è il caso di dare seguito al progetto. Vi chiedo solamente di mandare una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con la semplice dicitura – mi interessa -. Vi ringrazio anticipatamente per l’eventuale disponibilità.


BABEL 10

http://www.youtube.com/watch?v=bUPq-zICOOc

Hey Marseilles – Rio

Band di sette elementi proveniente da Seattle e il cui album “To Travels And Trunks” vede l’uscita ufficiale a ben due anni dall’autoproduzione. Un folk orchestrale molto prossimo ad alcune esuberanze compositive di Sufjan Stevens, reso giocoso dal battimano dell’inciso e dal profluvio di fiati finale. Il brano in ascolto è il primo singolo estratto.

http://vimeo.com/14430592

Fuzzy Lights – Lucida

“Twin Feathers” è il secondo lavoro del quintetto di Cambridge capitanato dai coniugi Watkins. Il loro è un post-rock che si allontana dai classici stilemi del genere, per declinarsi in una chiave più folk, in cui la parte da leone è riservata alla scrittura per violino, che un po’ ricorda Warren Ellis. Nel brano in ascolto interessanti le trame intessute dalla fisarmonica su cui si adagia un violino molto evocativo. Molto belli anche gli intrecci vocali maschile/femminile in brani come “Rituals” e finale con orchestrazione di fiati.

http://www.youtube.com/user/barzinh#p/a/u/0/aLcPPQWaqyA

Barzin – Nobody Told Me

Barzin Hosseini è un songwriter canadese di origini iraniane. La pacatezza e l’introspezione delle sue composizioni fanno emergere una sorta di fragilità emotiva, già evidente nel suo ottimo “My Life in Rooms” del 2005, ma che raggiunge l’apice in “ Notes To An Absent Lover” del 2009. L’abbandono pervade questi nove brani in cui l’artista ci rende una piena confessione senza infingimenti di sorta. “Ogni canzone, ogni nota e parola rappresenta un luogo di questo viaggio dolorosamente dolce nell’assenza. Un percorso intrapreso nel tentativo di sciogliere la memoria in tanti rivoli di malinconia, attraverso i quali far scomparire il dolore, consentendogli di trasformarsi in altro. Barzin ci prende per mano accompagnandoci attraverso melodie ovattate e al tempo stesso decise, che completano le abituali cadenze rallentate con la romantica fluidità apportata dagli onnipresenti arrangiamenti d'archi, sciolti sulle note del pianoforte e della chitarra.” (dalla recensione di Ondarock).

http://www.youtube.com/watch?v=evu_MqAZpC0&feature=player_embedded

Avi Buffalo - What's In It For?

Il lavoro omonimo di questa giovane band californiana capitanata da un diciannovenne, fa ben sperare in una ulteriore loro evoluzione; prova ne sia l’interessamento della Sub Pop. Il brano che ascoltiamo è una sorta di sunshine pop che molti debiti ha verso i Beach Boys e la psichedelia Byrdsiana.

 

http://www.youtube.com/watch?v=zodW1YIDjew&feature=player_embedded#!

Clogs - Last Song

A ben quattro anni dall’osannato “Lantern”, il 2010 ha visto l’uscita di “The Creatures In The Garden Of Lady Walton” per questa band newyorkese, che vede tra le altre anche la collaborazione dell’Osso String Quartet, di Sufjan Stevens e Shara Worden. Nasce così una piccola ensemble cameristica che segna un’ulteriore precisazione della loro originale cifra stilistica. Il disco è stato composto da Panda Newsome dopo la visita ai giardini botanici de La Mortella presso Ischia, il paradiso voluto e creato da Lady Walton. Brano rientrante a pieno titolo nell’ambito del genere Modern-Classical con alla voce Matt Berninger dei The National.

 

http://www.youtube.com/watch?v=Xp_IvnYgkC0&feature=related

 

Dilaila - "Pensiero"

Suoni che ben si districano tra melodia e psichedelica. Un brano che potrebbe far parte della più classica ‘musica leggera’ italiana, a dispetto di molte canzonacce scritte per un ipotetico vincitore di talent show che ammorbano le nostre radio. I Dilaila nascono nel 1996 a due passi da Milano e “Ellepi” è il lavoro di questo 2010 che contiene il brano in ascolto e che la cantante Paola Colombo così sintetizza “Iniziammo ad arrangiarla pensando a Nico, a Patty Pravo, come ci si potesse sentire alla Factory o al Piper nel 1967. Poi scrissi un testo ingannevole: poche e semplici parole in apparente sintonia col tono “leggero” della canzone, ma dal significato terribilmente fatalista e pessimista.” Le tinte un po’ noir sono ben sintetizzate dalla copertina, in cui la cantante brandisce un coltellaccio da macelleria e dietro si intravede il volo hitchcockiano di uno stormo di uccelli.

 

http://www.youtube.com/watch?v=lJYAsuVQry0

Beirut - La Llorona

 

Zach Condon leader e voce dei Beirut, si confronta con l’ethno-music in questo doppio EP, la cui seconda parte è invece più orientate verso un synth-folk che aveva caratterizzato la sua adolescenza, ed ha titolo “March of the Zapotec”. Condon lavora con l’ensemble mariachi Banda Jimenez da Teotitlan della Valle Oaxaca, in una sorta di marcia funebre che ha molto della tradizione locale, e in cui sono anche evidenti chiare influenze balcaniche esaltate dalla supremazia degli ottoni.

 

* Alcune delle note sono tratte dal sito degli amici di Ondarock.

 


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