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W. V.E.R.D.I. a Cavallino fino al 6 gennaio

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cavallino cavallino Il 10 dicembre scorso, presso la Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino, è stata inaugurata la mostra "W. V.E.R.D.I., 150 anni di società italiana", organizzata dall'Agenzia Titania di Alessandra Pizzi, con il patrocinio del Comune di Cavallino e la collaborazione della Regione Basilicata e del Consolato Generale d'Italia a Valona. Il progetto permette la conoscenza e la comprensione migliore e più approfondita delle abitudini, delle passioni, delle speranze e delle attese della nostra Nazione. Per farlo usa il linguaggio del cinema e della musica vicini alle nuove generazioni. Molteplici dunque gli obiettivi della mostra. Innanzitutto c'è quello di realizzare un itinerario sull'evoluzione del costume socio-culturale italiano, evidenziandone i punti di forza e i limiti. Mira inoltre ad incentivare l'industria culturale, specie delle mostre, e ad avvicinare il pubblico alle arti contemporanee, come la fotografia. Premette infine una promozione del territorio, avviando un processo di conoscenza e di divulgazione dell'identità culturale nazionale.

L'evento si inserisce all'interno dei festeggiamenti del centenario della nascita di Sigismondo Castromediano, una delle principali personalità salentine e italiane del nostro Risorgimento, e del centocinquantenario dell'unità d'Italia. Proprio in questo periodo di profonda crisi, non solo economica, ma anche e soprattutto politica, il Comune di Cavallino ha voluto inviare un messaggio a favore di una nazione unica, fattiva e concreta, principalmente nella considerazione che taluni auspicano la divisione, in antitesi con il copioso spargimento di sangue di migliaia di meridionali. Intorno al 1870, a dieci anni di distanza dall'unità, inizia l'emigrazione italiana verso l'America. Centinaia di migliaia di italiani, la maggior parte provenienti dal sud, si imbarcano alla ricerca di una nuova vita, di nuove opportunità e soprattutto per fuggire dalla miseria. Alcuni riescono a realizzare i propri sogni, ottenendo successo, come il fotografo italo-americano Ron Galella, conosciuto e apprezzato nel mondo per la sua arte. Sull'argomento si è soffermato Luigi Carmine Scaglione, Consigliere Regionale della Basilicata e Vice Presidente della Commissione Lucania all'Estero, il quale ha sottolineato l'importanza della cultura dell'accoglienza, tipica delle comunità italiane, e l'influsso della società italiana all'estero, anche se poche volte è stato dato il giusto riconoscimento all'intervento economico e intellettuale degli italiani, come in Belgio dove non esiste una scuola italiana.

La mostra raccoglie gli elementi chiave della cultura italiana dall'Unità ai giorni nostri e si articola in tre sezioni. La prima raccoglie documenti originali del Risorgimento e libri che raccontano il progetto, più o meno compiuto, dell'Unità d'Italia. La seconda è un viaggio attraverso la musica e le canzoni patrimonio del costume del Bel Paese. La terza parte, dedicata al cinema, presenta il lavoro svolto in 50 anni da Ron Galella, padre di tutti i "paparazzi", che con Italian Icons ha omaggiato l'Italia con circa 40 ritratti, in bianco e nero, degli artisti che hanno fatto la storia del cinema: da Anna Magnani a Monica Vitti, da Silvana Mangano a Bernardo Bertolucci.

Musica e cinema hanno seguito e accompagnato le trasformazioni economiche, politiche e storiche della nostra nazione e di esse si sono nutrite. Partendo dagli inni patriottici del Risorgimento, intrisi di sentimenti unitari e di speranza, si conclude il percorso con un inno, Mammalitaliani, che sa di "critica" e di riflessione. In questo viaggio, attraverso le canzoni che hanno segnato profondamente lo spirito e la cultura italiana, è evidente che la musica ha guidato gli Italiani nel corso della loro lunga e invidiabile storia, tra bellezze artistiche e architettoniche, tra genialità e melodia, nella quotidianità e nell'impegno sociale dei cantautori. L'avvio di questo itinerario musicale è rappresentato dagli inni eroici risorgimentali, mentre per la conclusione è stata individuata una canzone intesa come "elogio" dei "marchi di fabbrica" che non appartengono al nostro popolo, ma che lo identificano nonostante tutto. Mammalitaliani apre un interrogativo sull'Italia come paese unitario: nord e sud si sono integrati? Le migliaia di vite perse durante le guerre d'indipendenza sono servite a creare un'identità nazionale in tutto e per tutto?

Il cinema e la musica hanno evidenziato alcuni elementi caratteristici comuni all'Italia intera, ma hanno sottolineato anche le "tipicità" che rendono il Bel Paese peculiare nella sua peculiarità. E non è forse questo che rende speciale e unico un paese?

La mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2012.


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