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Aritmie, il nuovo libro di Marcello Costantini: una testimonianza d'amore per l'Elettrocardiografia

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Marcello_Costantini_aritmie Marcello_Costantini_aritmie La storia dell'Elettrocardiografia rappresenta probabilmente un "unicum" nella cultura medica: nata dalla brillante intuizione di Einthoven più di 120 anni fa, questa metodica si è conservata pressoché immutata fino ai nostri giorni senza conoscere alcun declino, nonostante la sua evoluzione tecnologica sia stata quasi nulla. Se paragoniamo la storia dell'Elettrocardiografia a quella di altre modalità di esplorazione strumentale dell'apparato cardiovascolare, per esempio l'Ecocardiografia,

ci rendiamo conto che quest'ultima ha conosciuto, dal momento della sua introduzione (anni '70) ad oggi, un costante e tumultuoso miglioramento tecnologico: i tracciati M-mode registrati durante i primi anni dell'era ecocardiografica ci fanno oggi sorridere per la loro scarsa qualità (sono paragonabili ai primi incerti disegni di un bambino che poi diverrà un grande pittore), mentre gli elettrocardiogrammi di Einthoven non differiscono quasi per nulla da quelli odierni. In realtà la modalità di registrare ed esprimere graficamente l'attività elettrica del cuore si è evoluta nel tempo: ne sono prova la vettorcardiografia, l'ECG dinamico, l'ECG ad alta risoluzione e il "signal averaging", ma soprattutto l'ECG endocavitario, che ha  permesso lo sviluppo dell'Elettrofisiologia interventistica.
Tutte queste "filiazioni" dell'Elettrocardiografia, però, non hanno mai messo in ombra il classico elettrocardiogramma a 12 derivazioni, che continua ad essere impiegato quotidianamente e dovunque.
Un'altra caratteristica dell'ECG, a parte la mancanza di evoluzione tecnologica e la diffusione capillare nei 5 continenti è la sua "difficoltà". Se è possibile imparare ad eseguire correttamente un ECG con un apprendistato di mezz'ora, è infinitamente meno semplice riuscire ad interpretare correttamente i geroglifici che la macchina fornisce. Per  raggiungere questo scopo è necessaria la Scuola, nella quale vi sono due aspetti complementari e imprescindibili: da un lato il dialogo con i Maestri, e dall'altro la lettura attenta di opere didattiche. In quest'ultimo filone s'inquadra il presente libro di Marcello Costantini, che potrebbe essere definito come una testimonianza d'amore nei confronti dell'Elettrocardiografia. Traspare da ogni pagina il desiderio dell'Autore di condividere con altri i risultati del faticoso cammino compiuto negli anni per raggiungere una non comune abilità nell'interpretazione dell'ECG. E poiché trasmettere efficacemente conoscenze scientifiche è possibile a chi non solo conosce profondamente la materia, ma anche la ama, pur conoscendone i limiti, è chiaro che Costantini ha riversato nell'analisi di ognuno dei casi presentati e spiegati una ben dosata miscela di cultura e sensibilità. Questo fa del libro un Libro con la "elle" maiuscola.



 


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