Mario Signore. Prolegomeni ad una nuova/antica idea di Welfare

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WelfareMarioSignore WelfareMarioSignore Il filosofo, col suo sguardo lungo e penetrante, vede che la Terra è svuotata con la giustificazione che nulla deve mancare sugli scaffali dei supermercati, sempre pieni per soddisfare la fame insaziabile dei ... consumisti, con buona pace dei promotori (ancora troppo pochi) della "sostenibilità". Gli scaffali sono pieni, ma le disuguaglianze si estendono anche per l'allungarsi dello spettro dei tagli sempre più profondi e significativi nelle politiche di Welfare, distratte e incuranti delle conseguenze. L'inevitabile scontro tra chi è nell'abbondanza e gli indigenti abbandonati a se stessi, si presenta ormai come un'esperienza sempre più drammatica anche per i paesi della moneta unica, che appaiono ormai disimpegnarsi di fronte al progetto di un'Europa unita dai valori, pur preconizzati, della solidarietà e della sussidiarietà. Tali valori oggi sono, forse, i soli in grado di aprire ad un Welfare che tenga conto del fatto che, tra l'altro, le principali vittime del disagio montante saranno la libertà, la democrazia e la giustizia, molto spesso considerate un "bene di lusso" e una variabile trascurabile, a fronte dell'irrefrenabilità della crisi economica.

Una proposta audace di Welfare nell'orizzonte regolativo di un'antropologia filosofica che guarda all'"uomo intero".