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Il giallo dei 'del Balzo' a Galatina nell'avvincente racconto di Angela Beccarisi

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Dim lights Nel segno della stella a sedici punte - Vicende della famiglia del Balzo nella Terra di San Pietro in Galatina (Editrice Salentina, 2012, 79 pp.) è il primo lavoro della Dr.ssa Angela Beccarisi. Angela Beccarisi conclude i suoi studi in Conservazione dei Beni Culturali, laureandosi prima a Lecce e, nel 2002, a Bologna e specializzandosi, poi, nel 2003, in Gestione della città storica alla Scuola di Alta Formazione di Ravenna.

La sua prima esperienza lavorativa, nel 2004, la porta a Istanbul, dove, per conto del Ministero degli Affari Esteri, promuove la Cultura Italiana. La caratterizza un forte attivismo sociale e culturale, come anche un grande amore per il patrimonio civico. Questa passione, che trova nella sua formazione tutte le competenze necessarie a tramutarla in un valore aggiunto per l'intera comunità, la spinge ad adoperarsi e, quando necessario, a battersi per il recupero del patrimonio artistico della sua città. Promuove, sempre attenta e alla ricerca di collaborazioni con altri cittadini, altri studiosi, altri innamorati del territorio e della Cultura, insomma di chiunque abbia a cuore i suoi stessi nobili obiettivi, la Cultura e numerose occasioni di socializzazione e di crescita culturale, attraverso diversi progetti che permettano lo scambio di idee e informazioni. È proprio questo forte legame con Galatina a spingerla a interessarsi dei pingui tesori storici, archeologici, artistici e culturali presenti sul territorio, a volte ancora celati agli occhi di noi tutti. Nel tentativo di riscoprire quanto la nostra memoria storica ha ritenuto opportuno relegare all'oblio, si appassiona alla causa di Santa Caterina d'Alessandria, la nostra basilica, capolavoro inestimabile. Con il fiuto e l'arguzia di una caparbia ricercatrice inizia il suo percorso di ricerca e riscoperta. Nel segno della stella a sedici punte, infatti, nasce da della questioni aperte, da delle domande che si pongono a chi ha sete di sapere. Porsi delle domande è il punto di partenza per ogni ricerca storica, di rigore scientifico. La ricerca è partire da incongruenze, da questioni inascoltate e cercare continuamente di giungere a un punto successivo, che le inglobi e spieghi. Ogni ricerca è sempre perfettibile, ma con il suo lavoro, Angela Beccarisi fa ulteriori passi avanti nella riscoperta di una più compiuta Storia di Galatina. La sua ricerca, forte di questi interrogativi e della fiducia nell'esistenza di risposte certe, è frutto di duri anni di studio. Ciò l'ha portata a confrontarsi con innumerevoli carte, a individuare nelle pieghe dei documenti indizi e rivelazioni, che l'hanno resa attento fruitore di testi sparsi per le varie biblioteche e anche presso la nostra ricchissima Biblioteca Siciliani. Come un rebus, ha incrociato dati, fonti e testimonianze per giungere a delle puntuali conclusioni. Nonostante queste fatiche intellettuali, l'autrice non ha mai perso di vista il suo obiettivo: rendere partecipe delle sue scoperte la cittadinanza, avvicinare i fruitori solitamente passivi di questo patrimonio alla scoperta del suo valore. Il risultato è questo libro, scritto in uno stile chiaro che potrei definire quasi di giornalismo investigativo. È chiaramente una ricerca di Storia dell'Arte, ma è pensata per i non addetti ai lavori. Ecco, dunque, che l'autrice si pone da filtro per consegnare al lettore una lettura fruibile e facilmente accessibile, anche per coloro che normalmente non si interessano di queste tematiche. Eliminando le innumerevoli notizie già note e quelle superflue, rimane un lucido ragionamento riguardo a quello che ancora non era stato spiegato nella Storia di Galatina e dei Del Balzo. Il risultato: notizie comprovate, nuove, di facile accesso per i cittadini.

 

Nel segno della stella a sedici punte sarà acquistabile al prezzo di 8 €. Se non troverete sufficienti ragioni per acquistarlo in quanto finora detto, sappiate che l'autrice devolverà parte dei proventi ricavati con la sua vendita per finanziare progetti culturali a uso e consumo di tutta la cittadinanza.

Ci si può, dunque, solo augurare che, in futuro, le prossime amministrazioni siano più attente a questi lavori e sostengano gli studiosi e ricercatori e quanti si adoperano per una "ricrescita culturale" e sociale della comunità. Queste ricerche passano spesso in sordina e, invece, sono inestimabili tesori per noi tutti. Il sostegno delle Istituzioni può renderle più incisive. Esse possono e devono essere un forte motore di crescita per la comunità tutta, poiché investendo in Cultura si ha sempre, presto o tardi, un ritorno che va a rimpinguare anche l'aspetto economico di un paese, e non solo la ricchezza di Conoscenza, valore comunque e indubbiamente inestimabile. Investire in Cultura arricchisce non soltanto il bagaglio culturale e la civiltà della cittadinanza, ma porta seco sviluppo e conoscenze, spendibili nel turismo e nell'economia più spicciola.


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