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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
Viva Athena
Parva

La solitudine dei numeri primi

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Per parlare del film non possiamo non partire dal libro. Chi cerca una storia spensierata o per svagarsi deve tenersi alla larga. La vicenda è dura come un sasso. E' triste. Esplora i recessi dell'animo umano, in questo caso di due anime, che hanno cominciato a sanguinare in giovane età. Due forme di sofferenza diverse avvicinano i due protagonisti che si sfiorano, quasi si toccano, poi sono lonatni, lontanissimi. In seguito vicini con le labbra ma stravolti nel pensiero. Poi di nuovo distanti, come uno yo-yo.

 Non c'è lieto fine, perché se vuoi cancellare le cicatrici la gomma del tempo, a volte, non basta. Il film modifica leggermente la struttura del libro e, in alcuni passagii, ne semplifica la trama. Rimane però abbastanza fedele salvo che per il finale. Diverso ma ugualmente struggente ed umano. I superficiali vi diranno che sia il libro che il film sono pesanti. Noi vi diciamo che sono profondi.


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