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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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Restiamo Umani

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Scrivo dal Guatemala, faccio (o quanto meno ci provo) la cooperante da un anno. Ho lavorato 11 mesi in Nicaragua e adesso da piú o meno 50 giorni mi trovo in Guatemala, Santiago Atitlan un paesino rigorosamente Maya di lingua Tz'utujil e qui mi fermeró per almeno un anno. (nella foto Vittorio Arrigoni con un bimbo)  Ogni giorno quando arrivo in ufficio apro i principali giornali italiani per mantenermi informata su ció che succede in terra natia, l'altro ieri ho seguito il rapimento di Vittorio Arrigoni, il cooperante italiano a Gaza e ieri, ahimé, ho avuto notizia della sua barbara uccisione.
Non posso validare la mia tesi con un'esperienza comprovata ma, un anno in paese totalmente distinto dalla nostra cara Italia insegna molte cose: il cooperante lega nel suo lavoro quotidiano la globalitá della sua persona. Il sorriso, il tone di voce, i gesti si trasformano in strumenti di lavoro.
Non basta la buona volontá. In cooperazione é piú importante come si da quello che si da. I cooperanti hanno nelle loro mani una parte fondamentale dell'esito o fallimento della cooperazione. Di esiti ce ne sono tanti e di fallimenti anche, c'é da migliorare.
Mentre leggo i vari articoli apparsi sui periodici e le infinitesimali comparizioni nei tg nazionali penso e rifletto su alcune dichiarazioni: si fanno differenze fra eroi e anti eroi, un po' meno eroe dell'ultimo ucciso, si ricorre al paragone di miti del passato e ad attori moderni: siamo persone innazitutto. Esseri umani come prima creazione. Non dimentichiamolo.
Tutte le manifestazioni di questi giorni mi fanno capire che è molto forte il dialogo tra i continenti e che il mondo cooperante e non, ha sempre piú cose da dire.
Cito dalla pagina della DGCS (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo):
Gli ambiti di intervento del Cooperante allo sviluppo sono: assistenza socio-sanitaria; tutela dei diritti umani; aiuti alimentari; educazione di base e formazione professionale; sostegno ai minori, vittime delle guerre, del lavoro minorile, dello sfruttamento sessuale e del lavoro forzato, compreso il reclutamento obbligatorio nei conflitti armati; sostegno ai programmi di lotta all’AIDS e ad altre epidemie; sviluppo dell’imprenditoria locale, valorizzando tradizioni ed esperienze; sicurezza alimentare e sviluppo rurale; sviluppo industriale sostenibile, in armonia con le risorse ambientali; lotta al crimine e alla droga; interventi specifici per migliorare la condizione femminile, promuovendo lo sviluppo culturale e sociale della donna; attuazione di programmi di educazione sui temi dello sviluppo, anche in ambito scolastico, interventi in materia di ricerca scientifica e tecnologica, sostegno a programmi di informazione, che favoriscano la partecipazione ai processi di democrazia e di sviluppo; valorizzazione del patrimonio culturale dei PVS.
Chi decide di lavorare nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, fa una scelta, non migliore e non peggiore di altre, semplicemente una scelta. Ciao Vittorio.
"Restiamo Umani"

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