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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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La battaglia solitaria dei radicali contro il regime di Gheddafi e i suoi complici italiani

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L’atmosfera straordinariamente ricca del Congresso di Chianciano ci ha motivato nella decisione di sospenderne i lavori per arrivare a un seconda sessione da tenersi entro novembre, che sia decisiva per le modifiche statutarie e l’elezione degli organi dirigenti. Dim lights Il motivo principale di questa intenzione è quella di lottare ovunque, in modo particolare con i compagni africani che di questo ci hanno mostrato la necessità, per far sì che il Congresso risulti moltiplicato in forza di partecipazioni nelle varie aree regionali.
  A questi fini occorre immediatamente aumentare le risorse umane ed economiche, le iscrizioni al partito: sì da essere molti  più “azionisti”, come necessario.
SOSTIENI LE NOSTRE LOTTE ISCRIVENDOTI AL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO. ISCRIVITI!  
La nostra battaglia solitaria contro il Regime di Gheddafi e i suoi complici italiani
Lunedì, mentre manifestavamo di fronte a Montecitorio per la libertà e la democrazia in Libia, Pierferdinando Casini sui tg nazionali dichiarava: «Io sono stato col mio gruppo parlamentare l'unico vorrei ricordarlo a votare contro il Trattato di amicizia con Gheddafi fatto qualche mese fa. E' necessario un atto di verità».
Nessun giornalista in studio ha ritenuto di dover correggere quanto detto ricordando l'ostruzionismo all'inizio solitario dei parlamentari Radicali contro il trattato italo-libico, informando dunque sui nostri motivi e quelli di buona parte del Parlamento.
Lo sdoganamento del colonnello Gheddafi è stata una delle attività in cui la partitocrazia italiana si è mostrata unita ai comuni interessi di una politica estera estranea ai principi e alla legalità internazionale sui diritti dell'uomo.
Ma il Paese non deve sapere che esistono gli “stranieri radicali”, stranieri al Regime sessantennale, che anch'esso deve cadere, in nome dello stato di diritto e della nonviolenza.
Il trattato bipartisan
I Radicali denunciano da subito come il Trattato prevede di fatto un vero e proprio assegno in bianco dell’Italia alla Libia di 5 miliardi di dollari. Il deputato Radicale Matteo Mecacci deposita oltre seimila emendamenti sia in Commissione Esteri, sia in aula per evitare di “consegnare questo denaro a un regime totalitario che usa l’arma dell’immigrazione clandestina per ricattare il nostro paese e che non fornisce alcuna garanzia di rispetto delle norme internazionali in materia d’asilo e immigrazione”. Un vero e proprio ostruzionismo non aiutato dal gruppo del Pd. Il Trattato viene approvato con il favore anche del Partito Democratico.
Laurea honoris causa
Nel maggio 2009 il consiglio della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Sassari approva una proposta formale d'assegnare una laurea honoris causa in giurisprudenza al colonnello Gheddafi.
I Radicali si mobilitano con interrogazioni parlamentari e un appello firmato da 1357 professori e ricercatori universitari. In una conferenza stampa i Radicali parlano di "HoRRoris causa in Diritto per un sanguinario alleato bipartisan" e  denunciano “le vere cause della resistibile ascesa di Gheddafi”. La decisione viene sospesa.

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