La cultura è la nostra ricchezza

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CarloGervasifotoufficialeR CarloGervasifotoufficialeR Sono particolarmente soddisfatto di questo convegno, perché mi sembra di trovare conferma per quello che ho sempre pensato. Non so quanta attenzione realistica abbiano dedicato le passate Amministrazioni comunali, ma è nostra opinione che non si siano visti risultati accettabili, né vi è stata una politica determinata e finalizzata al concreto potenziamento della risorsa Centro Storico.

Ferma restando la tesi secondo cui la cultura, la storia e il nucleo architettonico storico può e deve essere valorizzato come risorsa economica e turistica, credo che dobbiamo ancora trovare le strategie e gli interventi per riuscire a farlo.
Le ricadute lavorative ed economiche sulla città sono la conseguenza di una corretta valorizzazione della cultura e dei beni culturali, ma è evidentemente necessario impostare a monte una specifica azione amministrativa per la gestione, e il potenziamento della risorsa Centro Storico e Cultura. L'Amministrazione Civica deve farsi carico della valorizzazione del patrimonio storico e artistico con una politica di chiari obiettivi ed interventi mirati, in una ottica di responsabile gestione, le cui ricadute possono certamente essere di tipo economico per la comunità attraverso il turismo, ma non devono mettere a rischio la salvaguardia di questi beni, che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di conservare e tramandare. Dobbiamo infatti ricordare sempre che se di risorsa si tratta, i Beni Culturali storici non sono certo una risorsa rinnovabile, quindi dobbiamo impostare gli interventi, la viabilità ad esempio, i flussi turistici, l'impianto di attività commerciali, i regolamenti edilizi e commerciali da attivare, non come strumenti di SFRUTTAMENTO della risorsa Centro Storico, ma come iniziative dalle quali possiamo trarre BENEFICIO, rispettando e conservando quella ricchezza che ci viene dal passato, nella sua autentica identità estetica, strutturale e anche dell'atmosfera che la caratterizza ancora.
Chiunque abbia viaggiato sa bene che, oltre alle cose belle viste, il ricordo di un bel viaggio è anche l'atmosfera che si è trovata, i colori, i suoni, gli odori e i sapori. Dovremmo cercare di liberarci dall'abitudine, e vedere il nostro Centro Storico con gli occhi di un turista che viene a Galatina, magari per la prima volta. Apprezzare cosa sarebbero certi angoli con quell'atmosfera tipica del tempo antico, quel silenzio, magari interrotto solo da alcune voci, o dai rumori all'interno delle abitazioni.
Quanto più belli sarebbero certi vicoli se non fossero deturpati da colori e infissi orribili. Quanto sono suggestivi i profumi della nostra cucina, magari quando si diffondono nelle corti, e quanto è piacevole trovarci in una trattoria, un ristorantino tipico, magari in futuro seguire un profumo nei vicoli e incontrare una delle nostre meravigliose pasticcerie, o una panetteria con i prodotti appena sfornati. Poter comprare un oggetto di artigianato, un dolce di pasta di mandorla da regalare, una bottiglia di buon vino salentino.
Il turismo vive di suggestioni, di emozioni, e la visita alla nostra Basilica di S. Caterina ne è la dimostrazione lampante.
Deve essere compito dell'Amministrazione ricercare, individuare e mettere in atto ogni azione opportuna per incrementare nuove formule di offerte turistiche di qualità, che rendano piacevole, utile, conveniente e funzionale sostare a Galatina.

 

COSA FARE ?
A mio parere dobbiamo darci una cultura del Centro Storico, che passi attraverso l'azione amministrativa e il senso di responsabilità dei privati, le regole di governo e l'intraprendenza del cittadino, l'impegno pubblico e la collaborazione con l'investitore. Ascoltare idee e progetti che ci aiutino ad uscire da questo lungo periodo di decadenza!!!
Possiamo individuare gli aspetti significativi sui quali intervenire: Il patrimonio storico – artistico, il patrimonio della tradizione popolare, la nostra identità ed il patrimonio eno-gastronomico. Anche le tradizioni popolari e la cultura eno-gastronomica vanno intese come ricchezze culturali non sufficientemente potenziate, da trasformare in motore economico. Sarà necessario avviare la programmazione in concertazione con i diretti interessati che, conoscendo al meglio esigenze e opportunità, possono fornire la soluzione migliore.
Parlo dei commercianti, albergatori, ristoratori e altre attività commerciali che sono già nel Centro Storico, ma anche con i rappresentanti ecclesiastici e i cittadini residenti. Tutti hanno esigenze diverse, ma tutti possono trarre beneficio da una corretta, condivisa, e penso anche razionalmente elastica organizzazione della risorsa Centro storico.

Penso anche alla stagionalizzazione, intesa come modulazione degli orari di apertura, flusso del traffico e dei parcheggi, modalità e tipologia degli eventi culturali. Bisogna tener presente che la natura ci ha benedetti per il nostro clima che ci permette di pensare ad una stagione turistica "lunga" dove sarebbe importante valorizzare anche il turismo agricolo di pari passo con quello culturale. Per contro dobbiamo studiare iniziative di promozione dell'immagine di Galatina nelle stazioni balneari, in modo da invitare i turisti che già da adesso, nelle giornate estive di cattivo tempo, vengono numerosi a Galatina.
La nostra favorevole condizione geografica al centro del Salento, è un'altra enorme opportunità, perché non solamente invita a venire quanti villeggiano al mare, ma sempre più invoglia a risiedere a Galatina per poi spostarsi su una costa o sull'altra. Anche gli eventi, gli spettacoli, le manifestazioni sono occasioni di attrattiva turistica, ma a mio parere bisogna puntare di più sulla qualità e sulla collaborazione dei privati.
L'attuale condizione economica non permette alle amministrazioni pubbliche di fare tutto e sono i privati commercianti che devono trovare modalità e occasioni per rendere Galatina attraente, in modo che il turista sia disposto a spendere per passare una bella serata.
L'Amministrazione deve puntare sulla qualità. Per questo abbiamo pensato ad una riqualificazione del "Patrocinio della città". Deve essere l'attestazione che la città conferisce ad una iniziativa, ad un evento per l'alto significato e il valore che deve esaltare l'identità culturale e il prestigio della città. Istituzione di una commissione di esperti e non solo tecnici preposta ad analizzare i progetti e l'organizzazione di eventi. MUSICA e TEATRO di qualità (non solo pizzica!) tra le strade del centro.
Puntare sulla qualità significa anche scegliere le location adatte e cogliere l'occasione dell'organizzazione di un evento per valorizzare angoli poco conosciuti del Centro Storico. Penso alle tante piazzette e corti e larghi che sembrano dei piccoli teatri all'esterno. Un'altra idea potrebbe essere quella di spostare il mercatino dell'antiquariato nel Centro storico, in modo da unire la curiosità per l'oggetto, l'acquisto, e il godere del Centro storico.
E' di grande suggestione ad esempio quando si riesce a coniugare la modernità, ad esempio con strumenti ed effetti multimediali alla storia. Immagino ad esempio a concorsi di idee tra artisti per l'elaborazione artistica del nostro simbolo, la civetta, che è antichissimo, ma può essere modernissimo, oppure istituire una mostra permanente su illustri concittadini o eccellenze dei nostri prodotti locali.
Così come penso a mostre particolari collocate in edifici da valorizzare. Ho visto una mostra intitolata "RistorArte" dove erano esposte delle opere a parete come dipinti o sculture tridimensionali, fatte con alimenti.
Arte da mangiare. Immaginate cosa si potrebbe fare con la perizia dei nostri artigiani pasticceri. L'arte e la cultura sono sempre stati i motori che hanno aiutato le civiltà ad uscire dai periodi bui. Il centro antico è la mappa genetica di tutti noi, il nostro biglietto da visita. Facciamo in modo di esserne orgogliosi!!!

DARSI DELLE REGOLE
Però tutte quelle che ho detto rischiano di essere solo idee campate in aria, se non ci si danno delle REGOLE. E per questo è importante il senso civico di responsabilità dei cittadini.
Nel nostro Centro storico, guardandolo con gli occhi del visitatore, non di chi come tutti noi è abituato – e purtroppo ci si abitua anche alle brutture – si ha un po' la percezione di "anarchia diffusa".
Dai colori degli intonaci, ai materiali degli infissi, alle affissioni pubblicitarie, alle insegne commerciali, alle targhe professionali, agli arredi, alle tende parasole e ai gazebo, alla manutenzione delle aiuole, fino ai piccoli comportamenti che sono di educazione e rispetto del prossimo – mi riferisco alle immondizie gettate agli angoli, agli escrementi degli animali domestici, ai parcheggi selvaggi. In realtà tutto si basa - ma purtroppo a Galatina non vale solo per il Centro Storico - sul buon gusto del privato o del progettista, quando c'è, e al buon senso, alla educazione, al senso civico del singolo, quando c'è. Bisogna ammettere che il sistema dell'"anarchia" fa comodo, ma è gravemente dannoso. E se vogliamo considerare il Centro storico come una risorsa dobbiamo tutti insieme vederlo come il salotto buono di casa, nel quale ricevere gli amici e gli ospiti importanti, proprio come facciamo per il salotto.
Mi rendo conto che significa chiedere sacrifici. Qualsiasi regola può sembrare una imposizione, ma è necessario, come ho già detto, darsi una nuova cultura del Centro storico, con il coinvolgimento di tutti gli interessati. Galatina deve dare corso alla determinazione degli strumenti attuativi del PUG: il piano di recupero del centro storico e deroga alle norme per la sua riqualificazione funzionale, il piano del colore e degli arredi, il piano del rumore, il piano del traffico, per il quale concordare con le categorie coinvolte, albergatori, operatori del turismo, commercianti, istituzioni ecclesiastiche e associazioni culturali, le modalità in termini di orari, zone a traffico limitato, stagionalizzazione e quant'altro necessario per soddisfare le esigenze di tutti. Ovviamente questo significherà RIGOROSI CONTROLLI, perché le regole vanno rispettate per il bene di tutti, istituendo appositamente una commissione di esperti affinchè valutino gli elaborati ed i progetti.
Un cenno particolare voglio dedicarlo ai BENI ECCLESIASTICI e al turismo culturale. L'Amministrazione comunale dovrà attivarsi per concertare con le autorità ecclesiastiche le possibilità di impostazione corretta dei servizi e dell'organizzazione del turismo ai monumenti religiosi.
Io penso che una chiesa è una chiesa e se, contemporaneamente è anche una ricchezza culturale, allora è la città, i cittadini e l'Amministrazione comunale, che devono fare in modo che questi due momenti diversi di approccio allo stesso monumento, quello spirituale e quello turistico, possano convivere in maniera rispettosa.
Non possiamo pretendere che i sacerdoti facciano gli operatori turistici e dobbiamo dare al turismo, e darci a tutti noi cittadini, delle regole di rispetto per chi ha il diritto di vivere la spiritualità nello spazio che ha scelto. Bisogna promuovere una collaborazione con le autorità ecclesiastiche per determinare orari di apertura, sorveglianza, corretta fruizione e servizi, in maniera rispettosa e fruttuosa, così da dare anche al turista, la percezione del valore spirituale di uno spazio architettonico o di un'opera d'arte sacra.

I SERVIZI
Non ci può essere sviluppo senza servizi e non ci si può illudere che il turismo funzioni in condizioni disagevoli se non impossibili. Galatina risulta disagevole per i turisti e per i tour operator. Perché il Centro storico è grande, perché ci sono tante cose da vedere, perché è servito male.
Uno dei grandi PROBLEMI è la sosta degli AUTOBUS dei turisti. Spesso composti da gruppi di anziani – non va trascurato il turismo religioso che è un campo sottovalutato a Galatina – queste comitive non possono essere lasciate lontano dai monumenti più interessanti, altrimenti Galatina viene saltata a piè pari. Contemporaneamente abbiamo l'esigenza di creare i presupposti perché la visita di Galatina si espanda al Centro storico, e non solamente ad una veloce visita alla Basilica e basta, come avviene nella maggior parte dei casi oggi.
E' necessario creare delle AREE DI SOSTA per i grandi mezzi, almeno uno quanto più vicino è possibile alla Basilica e l'altro in un'area adiacente al perimetro del Centro storico, in modo che quelle comitive che hanno più tempo nel programma possano attraversare a piedi le nostre strade e vicoli ammirando le chiese i palazzi e le corti per arrivare a concludere la visita alla Basilica cateriniana.
Non è da escludere il servizio di navette elettriche, sempre da gestire come servizio stagionale.
Un altro servizio importante, che può sembrare trascurabile, ma invece è fondamentale, sono i SERVIZI IGIENICI. Perché sono un servizio che va gestito secondo modalità e norme adatte all'affluenza di numerosi utilizzatori e dunque impostato in modo assolutamente idoneo a ricevere i turisti, con il rigoroso controllo sotto il profilo igienico, dell'efficienza e della disponibilità di apertura. Va ovviamente inteso non solamente come toilette, anche per i portatori di handicap, ma anche come aree di tolettatura per i bambini, piccolo pronto soccorso. Potrebbe essere incluso in un punto informazioni più ampio e articolato anche con internet point gratuito. Anche in questo l'Amministrazione deve attivarsi, facendo in modo che la città offra di sé, anche sotto questo aspetto, una immagine dignitosa e civile, senza continuare ad approfittare della disponibilità dei privati commercianti e dei rappresentanti ecclesiastici.

UN CENTRO STORICO VIVO
L'Amministrazione comunale ha però anche il dovere di creare le condizioni di sviluppo, perché, se risorsa deve essere, vuol dire che il Centro storico deve essere produttivo e allettante per gli investitori.
Attraverso l'individuazione di formule finanziarie innovative che prevedono il coinvolgimento dei privati in interventi innovativi, quali la co-progettazione sociale, la promozione e la diffusione del concetto di "albergo-diffuso", si potranno sviluppare piccole attività imprenditoriali e commerciali. Penso anche alla creazione di una "ZONA FRANCA", ossia il Centro storico come una zona della città dove, chi intraprende la propria attività, gode di interessanti dilazioni delle imposte locali e facilitazioni burocratiche, con il duplice obiettivo di creare impresa e riqualificare il centro storico, magari con particolari agevolazioni per giovani e cooperative, anche in merito alla ristrutturazione dei locali.

Il turista oggi preferisce acquistare l'oggetto artigianale piuttosto che il souvenir di fabbrica. E' dunque fondamentale riportare nel centro storico, con misure economiche mirate e strategie adatte, abili artigiani salentini, che, con nuove condizioni e agevolazioni, potranno aprire la bottega-punto vendita all'interno del Centro storico di Galatina, facendo di questa città un centro di eccellenza, differente dalle mete di turismo balneare anche sotto il profilo della commercializzazione della propria immagine, attraverso il ricordo di viaggio. E per ricordo di viaggio non intendo solo l'oggetto artigianale, ma anche i prodotti della tradizione pasticcera e culinaria, vinicola e olearia, che confezionati in maniera attraente e originale possono diventare "souvenir by Galatina".

Penso anche alle enormi opportunità che i nostri tesori artistici possono offrirci in campo commerciale, grazie ai quali i giovani possono sfruttare delle idee geniali che si inserirebbero come novità nel panorama commerciale dedicato al turismo. Pensate a cosa si può fare con la pietra leccese, pensate alla cartapesta, alla terracotta e alle infinite applicazioni che potrebbero avere, il tutto di concerto con quel tesoretto che è l'Istituto d'Arte "G. Toma", fucina per tanti giovani artisti e imprenditori di se stessi. A Otranto si trovano piccole riproduzioni del mosaico della Cattedrale, come ricordo di viaggio. A Lecce i motivi decorativi barocchi sono stati riprodotti in varie dimensioni e in tutti i materiali, dalla pietra leccese, alla terracotta, all'argento.
Non voglio essere prosaico, ma se viaggiando io trovassi una cravatta con i colori degli affreschi di S. Caterina, di sicuro la comprerei!!!
Voglio dire che l'Amministrazione deve impostare le condizioni per creare sviluppo, e il privato, chi vuole investire, il giovane deve approfittarne con una grande idea innovativa e attraente. Insomma dobbiamo fare in modo che il Centro storico oltre ad essere di per sé bello sia anche vivo. La cultura è la nostra ricchezza, il Centro storico è la nostra prospettiva.  La città ci chiama ad impegnarci per questo.

L'alleanza di liste civiche ed il candidato Sindaco Carlo Carmine Gervasi, nell'ambito delle manifestazioni elettorali, hanno tenuto, sabato 28 Aprile 2012, ore 20.00, presso lo Chalet delle Rose in Galatina, un incontro dibattito sul tema: "MOBILITA' SOSTENIBILE: RIFLESSIONI PER UNA PROGETTUALITA' CONDIVISA"
relatore: Project director D'Appolonia spa, Ing. Orazio Manni.
relatore: Arch. Sergio Cisternino, libero professionista.
moderatore: Arch. Antonello Sforza, libero professionista