Insulti ed offese personali. Anche Pepe ed il Pdl condividono la linea dei socialisti galatinesi?

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Iosud_Mobile Iosud_Mobile Con il comizio tenuto in piazza domenica scorsa i socialisti di Galatina si sono lasciati andare in polemiche gratuite e veri e propri insulti nei confronti degli altri candidati sindaci e, particolarmente, nei confronti del candidato della coalizione IoSud, FLI, UDC e civiche Giancarlo Coluccia. Si è arrivati alle offese personali che nulla hanno a che vedere con la politica e con il civile dibattito.

Offese che sono vere e proprie provocazioni, nel tentativo di far scivolare il confronto su di un rozzo terreno evidentemente a loro più congeniale. C'era da aspettarselo.
I socialisti si sono ormai caratterizzati come la forza politica destabilizzante, quella più refrattaria alla convivenza, quella più intollerante, quella incapace di conciliare lo spirito di coalizione che è fondamentale per assicurare stabilità amministrativa e incisività nell'azione di governo.
I socialisti, a Galatina, contrariamente alle pur nobili tradizioni del riformismo e del socialismo, interpretano un modo di fare politica fatto di pettegolezzi, di piccoli interessi di bottega, senza prospettive serie e privo della cultura di governo.
Del resto sono note a tutti le vicende galatinesi di questi ultimi anni, caratterizzati da una forte instabilità determinata sempre dalle stesse persone e dalla stessa parte politica. Chiunque ha avuto a che fare con loro ne ha fatto le spese. Prima è stata l'amministrazione di Sandra Antonica, che  caduta per loro responsabilità, poi è toccato all'amministrazione di  Giancarlo Coluccia subire lo scioglimento per colpa sempre degli stessi socialisti.
Ora stanno affrontando la campagna elettorale sul terreno dello scontro, delle provocazioni e delle offese. Un terreno nel quale mi auguro che non vengano seguiti da nessuno. Spero, al contrario, che il confronto si svolga sul terreno del dibattito politico che può essere anche aspro e duro, ma che dovrà sempre restare sul piano della civiltà e del reciproco rispetto.
Mi chiedo se il candidato sindaco di quella coalizione Antonio Pepe  condivide  l'atteggiamento e i modi dei suoi alleati. Mi chiedo se il PDL, e in particolare la Segreteria Provinciale, condivide questo modo di fare politica. Noi ci aspettiamo un chiarimento su questa questione che non può essere minimizzata. Perché è di tutta evidenza che se il metodo è condiviso, vuol dire che esso appartiene a tutta la coalizione di riferimento, nei cui confronti sarebbero legittimati i giudizi negativi e, di conseguenza, le riserve nei rapporti anche futuri. Se invece questi metodi non sono condivisi è bene dirlo apertamente, perché non si potrà nascondere ulteriormente il fatto che già in campagna elettorale la coalizione del PDL sta scontando la spinta destabilizzante di quella solita parte politica che, come non lo ha fatto in passato,  non potrà certo garantire in futuro un governo duraturo.