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Le tre lavoratrici del Museo 'Cavoti' rischiano il posto. Colpa dell'amministrazione Coluccia?

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Roberta Forte Roberta Forte E' allarme lavoro al Museo Civico P. Cavoti di Galatina. L'amministrazione Coluccia lascia dietro di sé l'ennesimo problema cittadino: le operatrici che da sempre hanno animato le iniziative del Museo, sempre regolarmente assunte dalle associazioni che negli anni si sono aggiudicate la gestione, rischiano di veder naufragare il loro contratto di lavoro. Infatti, dopo l'aggiudicazione della gara di appalto alla nuova gestione,

sembrano sparite le garanzie di assunzione con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che pure erano espressamente previste nel bando, al fine di assicurare un maggior punteggio alla proposta progettuale.
Si tratta di un'inerzia degli Uffici Comunali nel controllare la rispondenza degli impegni assunti dal gestore aggiudicatario nella sua proposta o di una insufficiente previsione di spesa da parte dell'uscente Amministrazione Coluccia che rende antieconomica la gestione?
Una cosa è certa non si può pretendere di garantire un servizio importante come quello della gestione del Museo Comunale pregiudicando o negando il sacrosanto diritto delle lavoratrici a vedersi riconosciuto un regolare rapporto di lavoro subordinato nel rispetto del CCNL di categoria.
E' un'ingiustizia sociale pretendere analoghe prestazioni di lavoro a fronte di una riduzione dei diritti dei lavoratori. Le tre operatrici del nostro Museo hanno svolto sino ad oggi un lavoro egregio ed encomiabile garantendo, in assenza di un Direttore del Museo, non solo la semplice fruizione dello stesso, ma anche l'organizzazione di numerosissime iniziative di importanza nazionale.
E' necessario ed urgente che gli Uffici Comunali e la Commissaria Straordinaria siano garanti del rispetto dei diritti di queste lavoratrici e che pretendano per loro, così come previsto dal Bando, la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
La cultura e la tutela dei luoghi e delle testimonianze storiche della nostra città sono un patrimonio inestimabile che l'Amministrazione deve tutelare con un'implementazione di servizi e di investimenti, tanto da farne un motore trainante dello sviluppo della nostra città.
La passata amministrazione invece ci ha abituato ad assistere al progressivo abbandono di una politica culturale a cui ha destinato le briciole del bilancio, dimostrandosi incapace di immaginare il rilancio cittadino attraverso la valorizzazione delle sue ricchezze culturali.
A questa mancanza, relativamente al nostro Museo, hanno cercato di sopperire in questi anni le operatrici che vi hanno lavorato con una disponibilità e generosità infinita, e ora non si può assistere indifferenti al rischio che a tanta laboriosità ed impegno venga dato il ben servito, ma siamo obbligati a garantire la continuità del servizio e nel contempo dei diritti di chi lavora.


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