Adriana Poli dà la carica ad Io Sud. "Dobbiamo parlare in dialetto e non vergognarci di niente". "La lectio magistralis di Benigni"

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  Adriana Poli viene a Galatina per festeggiare i due anni di Io Sud ed approfitta per dare la carica ai suoi. E' una ventosa ma luminosa domenica di febbraio nel cinema Tartaro  tutti ascoltano attenti la senatrice. Polemiche con Vendola ("Ci ha stancato con i suoi dubbi sulle primarie. Pensi a governare la Puglia"), necessità di investire sulla cultura per crescere, l'orgoglio salentino e meridionale come guida delle azioni politiche da compiere ("quando siamo al nord non vergognamoci di parlare in dialetto"). Dim lights Sono questi solo alcuni dei temi toccati dall'ex-sindaco di Lecce. In platea Giancarlo Coluccia, sindaco di Galatina, Gerardo FIlippo, segretario provinciale di Io Sud, Carmine De Paolis, assessore galatinese alla condizione giovanile. Aldo Maccagnano siede al centro della sala e sembra seguire con estremo interesse le esortazioni della leader di Io Sud.

In tarda serata la senatrice ha rilasciato la dichiarazione che segue.

La Patria ed il Tricolore tornano a far pulsare i cuori grazie a Benigni, patriarca marxista

"Doveva venire il patriarca marxista, con l'incedere candido-monumentale, a dare videolezioni di amor patrio, di tricolore, di fasti imperiali romani, di schieramenti miliziani sul campo, di sfida "nazionalistica" alla morte. Patriarca perché di alto profilo culturale ed artistico; monumentale perché arrivato sul cavallo bianco come il Savoia, come Garibaldi.
Certamente apprezzabile nei valori sostenuti, encomiabile nell'azione di divulgazione televisiva Roberto Benigni a Sanremo, mentre inanellava l'esegesi dell'Inno di Mameli con uno strepitoso e tempestoso monologo, sciacquato nel suo Arno, ha posto una pietra miliare sulla strada della sinistra italiana: la Patria è valore; l'inno nazionale è valore; il tricolore è valore; Roma è valore.
E' stata un'ora di celebrazione artistica del sangue dei giovani martiri risorgimentali, alcuni minorenni per onor di satira. Un'ora di lectio magistralis sempre con il ritmo del trillare di una sveglia da comodino. Per incitare a conoscere, ricordare, riflettere ma soprattutto per incitare al risveglio del sentimento di PATRIA.
Pietra miliare, certo! Non era forse proprio il sentimento di patria che dal '68 in poi la sinistra aveva messo al bando? Sempre per la sinistra, non era forse il sentimento patriottico la droga pericolosa spacciata da una destra becera, reazionaria e fascista? E la bandiera non era pure un inutile orpello istituzionale, tollerato appena da una sinistra estrema nelle ricorrenze nazionali, molte di queste sopportate e mal digerite?
Ma l'occasione per la conversione si è presentata proprio con il 150° dell'unità d'Italia. Già l'unità, un nome molto evocativo! Sul piatto delle celebrazioni, quasi senza rumore, con i guanti gialli, Benigni ha proposto il menù del futuro della sinistra. Un nuovo sentire collettivo: l'orgoglio italiano.
Probabilmente con una destra italiana politicamente cosciente e culturalmente forte, la conversione non ci sarebbe stata, perché non si sarebbe offerta tanta incitazione "nazionale". Ma Benigni ha pensato bene di affidare all'istrionico suo gesto artistico il compito di surclassare gli antichi depositari di quei valori, un tempo ritenuti pericolosi rigurgiti. E così li ha pontificati dal video. I vecchi hanno pianto, i giovani hanno pensato, i bambini hanno assorbito. Poi di nuovo canzoni.
E allora che risveglio sia, per tutti!
Viva l'Italia"

 

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