Fini a Campi Salentina. "Positiva la contaminazione fra destra e sinistra"

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La contaminazione tra destra e sinistra è positiva e favorisce la crescita”. Così il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha esordito sul palco della XVI edizione della Città del Libro, per poi spiegare: “Sono ancora di destra, ma bisogna capire il significato di tale dichiarazione. Il tempo delle ideologie è finito con la caduta del muro di Berlino ed era tipico dell'ideologia vedere nell'altro il nemico.

Nella fase post-ideologica l'altro, invece, è al massimo un avversario. Il mio auspicio è che inizi una fase in cui, anzicché alzare steccati, si getti qualche ponte, perché la contaminazione tra destra e sinistra è sempre positiva e favorisce la crescita”.

 

Ad accoglierlo nell'auditorium un folla di spettatori, che hanno assistito al dialogo tra la terza carica dello Stato e il direttore del tgnorba, Enzo Magistà. Sul palco anche la senatrice Adriana Poli Bortone e la Presidente della Fondazione, Maria Novella Guarino. A lei i complimenti della terza carica dello Stato per il successo ottenuto e per la continuità registrata: “Il fatto che in un piccolo centro del sud si arrivi alla sedicesima edizione della Citta del Libro fa giustizia ai tanti luoghi comuni. Dimostra che non occorre vivere in una grande città per fare cultura e il mediriodone dimostra di essere un piccolo scrigno”.  Un incontro per presentare il libro “Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989”, ma con qualche deviazione su temi prettamente politici.  “Il libro è il tentativo di dare ai ragazzi dati nell'1989 alcuni consigli per guardare al futuro con maggiore fiducia – ha detto il Presidente della Camera –. Credo che il compito della politica sia di fornire ai ragazzi un progetto per l'Italia di domani e, se non lo fa, non possiamo prendercela con i ragazzi che si allontanano dalla politica”.  Poi, una battuta sulla riforma universitaria che in negli ultimi giorni ha scaldato le piazze delle principali città italiane: “La riforma non è la migliore, ma almeno parte da un principio insindacabile: quello del merito. L'invito che rivolgo ai ragazzi è quello di contestare eventualmente il modo in cui verrà applicata, ma non lo spirito stesso della riforma, perchè involontariamente significa difendere l'esistente, che viaggia all'insegna del conservatorismo”. Immancabile, un commento sul neo-approvato Piano per il Sud: “Il Piano per il Sud ha un difetto, è tardivo. Magari fosse stato fatto un po' prima. E poi stento ad immaginare qualcuno che creda a cento miliardi di euro trovati miracolosamente”.