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Giovane Italia. Le verità e le bugie sulla riforma Gelmini dell'Università

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 Le scorse settimane si sono svolti i rituali scioperi degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori contro le riforme del Ministro dell’Istruzione di turno. Una patata bollente che, da qualche anno a questa parte è passata a Mariastella Gelmini. Anche quest'anno, le principali manifestazioni di dissenso avvengono a causa dei tagli al sistema scolastico italiano. Il Ministro del Governo Berlusconi ha voluto impostare la sua attività riformatrice sul tema della “meritocrazia” e perciò ha dovuto correggere le storture presenti, tagliare i moltissimi rami secchi e le tante rendite di posizione presenti nei meandri del sistema scolastico ed universitario. La riforma dell’Università in discussione in Parlamento introduce nuove regole per la ricerca, nuova governance per le Università, stretta economica sulle sedi fantasma e sui corsi inutili nati solo per moltiplicare i posti e il potere dei celeberrimi “baroni”. I risparmi che ne conseguiranno andranno a premiare le Università eccellenti, in base ad una classifica stilata dal Ministero. Lo scorso anno accademico, gli Atenei pubblici di tutta Italia son stati valutati e le Università del sud sono finite tutte nelle posizioni più basse della classifica, ad eccezione del Politecnico di Bari. A proposito dei tagli alle Università, ha creato molto scalpore la dichiarazione del Governatore del Piemonte Cota, secondo il quale le borse di studio erogate dalla sua Regione dovrebbero andare esclusivamente a studenti piemontesi. A questo leghismo sbagliato ed a nostro modo di vedere incostituzionale, non si può rispondere boicottando le Università del Nord come qualcuno propone, sull’onda di un altrettanto sbagliato “leghismo sudista”. Alle provocazioni di Cota, una classe dirigente meridionale che si definisce matura e che guarda al giovane, dovrebbe rispondere riflettendo seriamente sulle motivazioni che portano così tanti giovani del mezzogiorno d’Italia ad andare a studiare a Milano, Roma, Bologna, Parma, Perugia, ecc. Il sistema Universitario del sud dovrebbe rispondere riflettendo su se stesso: è necessario puntare all’eccellenza tagliando tutti i costi inutili e contemporaneamente migliorando i servizi, la didattica e il sistema delle borse di studio per reddito e soprattutto per merito. Anche se per fare ciò sarà necessario aumentare le tasse universitarie e aprire ai privati. Solo così le nostre Università saranno competitive e potranno attrarre gli studenti che oggi decidono di emigrare.La Giovane Italia è disponibile ad informare tutti i giovani salentini sulla vera natura della riforma Gelmini, perché questo intervento legislativo rappresenta un ottimo punto di partenza verso la meritocrazia. Vittorio Aldo Cioffi  Dirigente Provinciale

Galatina, 10 novembre 2010


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