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"L'acqua è arrivata ai finestrini". La disavventura di un avvocato galatinese e sua moglie nel sottopasso di viale Leopardi a Lecce

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Giovanni_Mangia_Sabrina_Di_Liso Giovanni_Mangia_Sabrina_Di_Liso "I primi secondi sono stati di vera paura. Il motore del nostro Touareg si era spento e vedevamo l'acqua salire in maniera rapidissima". Giovanni Mangia, 57 anni, avvocato galatinese, e Sabrina Di Liso, anche lei avvocato, abitano da trentadue anni a Pescara. Era circa l'una della notte di mercoledì, pioveva a Lecce quando hanno imboccato tranquillamente il sottopasso di viale Leopardi. "Tornavamo da Maglie e non avevamo idea del pericolo a cui stavamo andando incontro. Abitando fuori dal Salento non sapevamo nulla sulla storia di quel sottopassaggio. Abbiamo visto le sbarre alzate, le luci spente e siamo entrati nella galleria" –raccontano.
"Dobbiamo dire che i soccorsi sono stati abbastanza veloci e rassicuranti. L'acqua è arrivata fino a dieci centimetri dai finestrini ma per un po' non è entrata nell'abitacolo. Poi abbiamo sentito i piedi a mollo ma ormai erano iniziate le manovre per tirarci fuori da quel 'pozzo'. "I Vigili del fuoco mi hanno chiesto dove fosse il gancio di traino del mio Volkswagen ma non avendolo mai usato ho dovuto prendere il libretto di istruzioni per scoprire che sulla sinistra del paraurti posteriore c'era uno sportellino da aprire per trovare un foro filettato a cui avvitare un occhiello" -continua l'avvocato Mangia mentre risponde al telefono ad un giornalista che lo cerca da Pescara. "I soccorritori ci hanno prima spinto un po' più in alto e poi ci hanno agganciato ad un verricello e tirato fuori dal tunnel. Intanto era arrivato anche nostro figlio Alfredo".
"E' stato, comunque, un sollievo vedere, nel giro di mezzora, defluire tutta l'acqua. E' bastato che gli addetti aprissero una botola a pochi metri dal punto in cui noi ci eravamo fermati".
Rimangono tutti gli interrogativi sul perché quel sottopasso si sia nuovamente allagato, sul perché le sbarre non si siano abbassate e le luci lampeggianti siano rimaste spente. E' possibile che tutti i sistemi di controllo siano andati contemporaneamente fuori uso?
Sorride la famiglia Mangia mentre racconta un'avventura finita solo con un danno materiale ("aspettiamo il responso della Volkswagen per sapere se il Touareg è recuperabile").
Gli avvocati Giovanni e Sabrina sono in partenza per Pescara con una Punto presa a noleggio. I figli Alfredo e Domenico si fermeranno ancora per qualche giorno a Galatina con la nonna e gli zii.

 


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