La Fiera di Santa Lucia a Lecce non si tocca

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cartapestaleccese cartapestaleccese "Se la Fiera di S. Lucia è "una mostra senza alcun valore", "una manifestazione che non ha alcun senso", "un bluff colossale", come sostengono alcuni dei nostri valenti artigiani, allora tutte le migliaia di persone chela visitano ogni anno devono essere veramente ignoranti per non averlo capito! L'interesse del pubblico è innegabile e non è mai diminuito nel corso degli anni. Già da settembre l'Ufficio Cultura è tempestato di telefonate da parte di persone interessate a visitatore la "Fiera",

di artigiani che vorrebbero parteciparvi, di operatori turistici ed anche di giornalisti che scrivono su riviste di livello nazionale. Si tratta di un evento che attira in città moltissimi visitatori che vengono a Lecce appositamente per "il mercatino", come viene comunemente chiamato.
Il successo della manifestazione non può essere messo in discussione dalle opinioni di chi parla per interesse personale e non ha la capacità di giudicare in maniera obiettiva. Vi è da dire, anzi, che tutto il movimento di persone che si crea per la Fiera – e che molto probabilmente non ci sarebbe se la manifestazione non si svolgesse – apporta dei benefici anche ai commercianti del centro e agli artigiani stessi.
L'Amministrazione Comunale, nel corso degli anni ha cercato di valorizzare e promuovere questa tradizione e continuerà a farlo, nonostante le polemiche pretestuose. L'interesse verso la qualità dei manufatti c'è sempre stato, tanto che ogni anno si riunisce una commissione di esperti che valuta i lavori presentati dai nuovi richiedenti, esamina la documentazione relativa ai partecipanti delle precedenti edizioni e suggerisce dei miglioramenti, il tutto in un'otica di critica costruttiva. Uno degli obiettivi dell'Amministrazione, infatti, è quello di incentivare l'approccio, soprattutto delle giovani generazioni, a queste forme di artigianato, altrimenti destinate a scomparire. Non importa se si tratta di ferrovieri, di universitari o di casalinghe, quello che conta è il risultato finale. D'altronde, la Fiera di S. Lucia nasce grazie ai barbieri che si dedicavano all'arte di "pupi" per realizzare un piccolo guadagno extra, o ai lavoranti delle botteghe dove si realizzava la più "importante" statuaria sacra.
La qualità dei manufatti e il senso estetico di chi li realizza non sono ad appannaggio esclusivo di coloro che si dedicano a queste attività in maniera professionale. Anzi, in molti casi è esattamente il contrario. Pur non volendo generalizzare, è bene evidenziare che nelle precedenti edizioni, dai lavori della commissione è emerso che alcuni "professionisti" avevano presentato manufatti che erano di livello nettamente inferiore rispetto a quelli dei cosiddetti hobbysti, motivo per cui sono stati ammessi a fatica. Vi è da dire, infatti, che non tutti gli artigiani "boicottano" la Fiera; alcuni vi partecipano costantemente, anche chi la ritiene una mostra senza alcun valore.
Negli anni precedenti l'Amministrazione Comunale ha invitato personalmente alcuni cartapestai di indiscusso valore perché desiderava esporre anche i loro pezzi; è stato offerto loro uno spazio espositivo gratuito ma, con malcelato snobismo, nemmeno ha accettato. Appare paradossale che proprio chi ha manifestato assoluto disinteresse oggi si scagli contro la Fiera che l'Amministrazione Comunale promuove per "mostrare" l'artigianato salentino.
Ad ogni buon conto, posso assicurare che - fino a quando il Comune di Lecce sarà guidato da questa Amministrazione - tuteleremo gli artigiani che da diverso tempo espongono alla Fiera di S. Lucia continuando così nel percorso tracciato da tantissimi anni. Con unico obiettivo: valorizzare l'artigianato locale guardando sia alla opere tradizionali e sia ai manufatti contemporanei realizzati dai giovani artigiani salentini.