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'Ce ne andiamo per colpe non nostre'. Si è dimesso il Consiglio di amministrazione della Fiera di Galatina e del Salento

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fierasalento221020112546 fierasalento221020112546 Il Consiglio di amministrazione della Fiera di Galatina e del Salento spa, (composto da Gianni Scognamillo, presidente, Mauro Spagnulo, vicepresidente, Carmine Perrone, Antonio Mengoli, Angelo Sambati, Luigi Sansò) ha rassegnato, ieri, le proprie irrevocabili dimissioni. Pubblichiamo quelle che sono, in sostanza, le motivazioni  della drammatica decisione.  "La scelta delle dimissioni da parte del Consiglio di Amministrazione della società è giunta al termine di un lungo confronto, durato alcuni mesi, con gli azionisti pubblici (che rappresentano oltre il 90% del capitale sociale).

Il Consiglio, infatti, aveva per tempo e nei termini di legge portato a conoscenza dei soci la situazione economico finanziaria della Società Fiera di Galatina e del Salento S.p.A..
L'Assemblea dei Soci, convocata una prima volta il 16 febbraio in sede ordinaria e straordinaria per gli adempimenti di cui all' art. 2447 c.c., non si svolse per mancanza del relativo quorum costitutivo. Venne poi riconvocata, con il medesimo ordine del giorno, nelle forme di legge, per il 29 marzo e in continuazione alla data del 03 aprile 2012, ed quella occasione i soci deliberarono:
-di confermare il loro impegno per garantire la continuità aziendale, ma di rinviare ogni decisione relativa al disposto di cui all'art. 2447 c.c. ad una successiva assemblea alla quale i soci presenti chiedevano la partecipazione anche del socio Ente Territoriale Regione Puglia;
-di autorizzare il C.D.A., nelle more, a procedere nella ordinaria amministrazione, rispettando i criteri di legge per le società in liquidazione;
-di conferire l'incarico allo stesso C.D.A. di predisporre un nuovo piano industriale di risanamento e rilancio alla luce di un eventuale accoglimento da parte dei fornitori della proposta di abbattere del 70% (settanta percento) il credito dagli stessi vantato. Tale abbattimento avrebbe dovuto essere accettato dalla totalità dei fornitori.
In data 05 aprile, tempestivamente ed, in ossequio al deliberato assembleare, si provvedeva ad inviare ai creditori la proposta di riduzione dell'obbligazione riconoscendo un importo pari al 30% del dovuto.
Tuttavia a distanza di più di tre mesi dalle comunicazioni societarie, è stato doveroso prendere atto del fatto
-che i soci pubblici, pur esprimendo la volontà di proseguire nell'attività aziendale, non avevano intrapreso alcuna concreta azione che tendesse al risanamento della situazione finanziaria ed economica provvedendo alla ricapitalizzazione della società e che, malgrado le iniziative intraprese, per giungere con i fornitori e creditori ad una condivisa riduzione delle obbligazioni,
-che, nel frattempo, giungevano numerose azioni giudiziarie (ingiunzioni e precetti di pagamento) senza avere alcuna disponibilità né formale né sostanziale per "replicare" a tali atti ingiuntivi.
Il Consiglio era quindi costretto ad prendere atto che il mandato assembleare non poteva essere, in modo coerente, rispettato per le ragioni di cui sopra, in quanto di fatto privo dei poteri necessari e previsti dalla legge per operare in una fase di virtuale liquidazione.
È appena il caso di ricordare che la gestione riferita all'andamento del solo anno 2011 risulta sostanzialmente in pareggio. L'attenzione di questo Consiglio, infatti, è stata sempre rivolta in direzione dell'abbattimento dei costi, ottenendo con una attenta conduzione la riduzione di alcune significative voci di spesa che, da sempre, gravavano sui bilanci dell'azienda (dimezzamento dei costi del personale, dimezzamento della Tassa RSU, ecc.), operando nel contempo per un rilancio dell'attività autonoma nella organizzazione degli eventi, fronte sul quale si sono ottenuti positivi riscontri se si pensa che, su dieci iniziative commerciali realizzate nel corso del 2011, ben cinque sono state autoprodotte.
Di converso è doveroso ricordare come l'attuale situazione economico finanziaria derivi da pregresse gestioni.
Tanto premesso, per chiarezza di informazione, il Consiglio, pur ringraziando i Soci per la riconfermata fiducia ribadita ancora una volta nel corso dell'ultima Assemblea, ha ritenuto doveroso presentare le proprie irrevocabili ed immediate dimissioni dalle cariche conferite.
Queste dimissioni vogliono essere un ulteriore atto di responsabilità versa la Fiera, nella speranza che la decisione che oggi possa sollecitare i Soci e gli Azionisti pubblici ad intraprendere nell'immediato le opportune e concrete iniziative per il risanamento della società che rappresenta un presidio ineliminabile per l'intero territorio salentino.


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