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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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Ci pensa l'Istituto comprensivo Polo 2 ai sogni di suor Felicita

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suor_Felicita suor_Felicita Il giorno 19 novembre dell’anno scolastico 2012/2013 l’Istituto Comprensivo Polo 2, attraverso le classi quinte, (riunite nell’Aula Magna) hanno assistito al racconto dell’ausilio di Suor Felicita in Kenya. La Suora è arrivata assieme a Lucia e ad una donna laica che si chiama Maria. Lucia e altre dieci mamme fanno parte del Cantiere dei Valori formato da loro più quarantasei bambini. Ogni anno con la vendita dei lavoretti, da loro fatti, donano il ricavato a Suor Felicita

per realizzare il suo sogno: costruire un pozzo in Kenya per coltivare tante piante ed abbeverare il bestiame da allevare; questo in realtà è solo uno dei tanti desideri di Suor Felicita: l’anno scorso, con il ricavato, Padre Tarcisio è riuscito ad aprire un asilo mentre quest’anno Suor Felicita vuole aprire una scuola per cinquanta bambini.
La Signora Maria ha raccontato ai ragazzi quello che, insieme alla Suora avevano visto: bambini chiamati “ ragazzi di strada” che erano malvestiti, malnutriti e non curati; la Suora e Maria avevano, allora, gentilmente chiesto di cosa avessero bisogno e loro risposero che avevano bisogno di una carriola ma esse non capirono il perché e quelli spiegarono che serviva per aiutare gli uomini che trasportavano oggetti pesanti così che loro come ricompensa ricevettero del cibo.
I ragazzi hanno assistito ad un video che comprendeva foto dei bambini poveri; in alcune foto bambini abbandonati e quelli aiutati da suore missionarie.
Ha poi parlato di un evento che la rese felicissima perché è molto sensibile; iniziò così: "o, un giorno, ho trovato un bambino piccolo per strada e l’ho raccolto portandolo con me; dopo un po’, quando incominciò a parlare disse una parola che fece esplodere il mio cuore, mi chiamò “mamma"”.
Son riuscito, come giornalista, a cogliere sul fatto Suor Felicita, anche se il colore della sua pelle lo camuffava si è visto limpidamente che, durante il video, piangeva dall’emozione.
Lei ha raccontato che in famiglia sono nove fratelli e suo padre è vicino ai cento anni; in più ha ospitato quindici bambini che, la mattina, andavano a scuola a piedi percorrendo dieci chilometri.
La cosa che per lei è stata più difficile era imparare la lingua di quel posto lontano. Infine ogni alunno ha posto una domanda a Suor Felicita.
Suor Felicita Suor Felicita

 


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