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'Quella volta che tenni a bada un paio di comunisti'. Maria Pasanisi, cento anni di fede e rigore

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Dim lights "Il rosario tutti i giorni e la dieta mediterranea. Sono questi i segreti per arrivare a cento anni". La signorina Maria Pasanisi (attenzione a non chiamarla signora, con uno sguardo potrebbe fulminarvi!) non è cambiata in nulla da quando, negli anni '70, da Presidente dell'Azione Cattolica femminile, dritta come un fuso, teneva a bada tutti i baldi giovani che osavano avvicinarsi alle ragazze poste sotto la sua tutela. Democristiana della prima ora, aveva un unico faro politico: l'onorevole Beniamino De Maria. Ancora oggi ricorda con fervore gli anni delle campagne elettorali per il partito scudocrociato.
Era responsabile del Centro anziani di Galatina quando impedì fisicamente l'ingresso nella struttura di via Scalfo ad un paio di consiglieri comunali comunisti che volevano ispezionarla. "Uno era Giuseppe Taurino –racconta- l'altro non lo conoscevo. La signorina Palmina De Maria mi aveva detto di non fare entrare nessuno ed io eseguii l'ordine. Mi limitai a chiedere loro 'siete autorizzati dalla signorina?'. Mi risposero di 'no' ed io non feci varcare loro la soglia".
"Con Raffaele De Maria (fratello dell'onorevole Beniamino, ndr) siamo molto amici - confida- e per il suo compleanno (ha compiuto 100 anni il 24 ottobre) gli ho preparato il polpettone".
Arriva il Sindaco Cosimo Montagna, accompagnato da Daniela Vantaggiato, assessore alle politiche sociali, e Maria si alza in piedi per riceverli. Ci tiene a fare la foto con entrambi mentre riceve la targa ricordo che indica però come sua data ufficiale di nascita non il giorno di San Martino ma il 21 novembre 1912. "Mio padre non c'era quando sono nata –spiega- e si dovette aspettare il suo ritorno perché allora i genitori dovevano presentarsi insieme a dichiarare i nuovi nati".
La festa, con il taglio della torta, ha inizio proprio mentre fa ingresso nella sala Roberto, il suo pronipote più piccolo (sette mesi), in braccio alla sua mamma, Sandra Antonica, scortato dal suo papà, Vincenzo Toma.
L'occasione è ghiotta per farsi dire dalla zia centenaria chi sia la sua nipote più discola. "Nessuno –è la risposta arguta- sono stati tutti bravi ed educati e mi hanno voluto tutti bene perché anch'io li ho sempre amati. Li ho cresciuti come figli miei". Più il là sorridono le tante nipoti e Paolo Carrozzo, l'unico nipote maschio.

 


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