Oggi si decidono (a lume di candela?) le sorti della Fiera di Galatina e del Salento. Mano al portafogli o società in liquidazione?

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Fiera di Galatina e del Salento Fiera di Galatina e del Salento Alle ore 17, 30 di oggi l'assemblea dei soci della Società Fiera di Galatina e del Salento s.p.a. riunita in "sede straordinaria" dovrà assumere "Deliberazioni ai sensi dell'art. 2447 del cod. civ.". E' accaduto, infatti, che, facendo i conti al 15/12/2011, il Consiglio di amministrazione ha potuto accertare che le perdite previste a quella data erano già di 377.580euro e che queste superavano di 9058 euro il capitale sociale. "Senza indugio",

proprio come impone quell'articolo, il Cda era tenuto a convocare l'assemblea per "per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società".
Le strade che si aprono davanti ai soci pubblici detentori del 95% del capitale sociale (Camera di Commercio di Lecce 412 azioni, Provincia 394, Comune di Galatina 384, Regione Puglia 264) sono solo tre. Potrebbero decidere di ricapitalizzare la società (minimo previsto 120.000 euro) oppure porla in liquidazione, ovvero scegliere di trasformarla in società a responsabilità limitata.
Si è arrivati a tanto, scrive Gianni Scognamillo, presidente del Cda, nella sua relazione all'assemblea, "nonostante il forte impegno dell'intero Consiglio per il contenimento dei costi". "E' stata attuata una riduzione del costo del personale pari al 50% (circa 50000 euro)" -spiega il presidente. - Ed anche con il comune di Galatina ci si è accordati sulla TIA risparmiando 8600 euro).
Ma la Regione da un lato (40000 euro di contributo in meno) ed Enel (vanta crediti per circa 120000 euro) dall'altro hanno assestato una mazzata "considerevole e decisiva sul risultato dell'esercizio". I debiti pregressi hanno poi "appesantito" l'esposizione bancaria.
Che cosa propone il Cda all'assemblea per uscire dal pantano?
Proviamo a ridurre il debito chiedendo ai creditori di accontentarsi di portare a casa il 40% dei loro crediti, avevano in pratica scritto i consiglieri in febbraio. Qualche giorno fa li hanno convocati ed hanno proposto loro il 30%. Alcuni sembrerebbe che abbiano accettato, altri se ne sono andati via mugugnando.
Chiediamo alla Provincia, al Comune di Galatina ed alla Camera di Commercio di mantenere gli impegni presi. E poi, dulcis in fundo, miriamo alla "produzione diretta di eventi ed all'ampliamento dei settori di attività della Fiera.
"Tutte le fiere hanno difficoltà di bilancio-si consola il Cda- e promuovono processi di privatizzazione". La "nota presenza nel Salento di altre realtà fieristiche, in particolare a Lecce, (...) rappresentano una oggettiva occasione di forte concorrenza con questa Società"- sottolinea Scognamillo.
Un punto dolente è rappresentato dallo "stato di degrado delle nostre infrastrutture" e qui il Contratto di Comodato d'uso con il Comune è "insostenibile e va con urgenza rivisto (...) o Galatina "si accolla gli oneri della manutenzione straordinaria o cede la proprietà del bene alla Società".
Dopo aver lamentato l'assenza di parcheggi gestiti in proprio dalla Fiera, il Presidente fa uno strano passaggio sull'impianto di condizionamento. "Si pensi che per la sola sistemazione e rifunzionalizzazione dell'impianto presso i due padiglioni occorrerebbero circa 90000 euro". La stranezza, secondo alcuni, sta nel fatto che quell'impianto è ancora nuovo ed ha sempre dato problemi. Che cosa è mancato all'origine?
In conclusione, il Cda dice ai soci: dobbiamo andare verso la privatizzazione come impone la legge regionale 2/2009 quindi rivedere lo "Statuto societario che contiene elementi di farraginosità" (troppi amministratori, sindaci e rvisori dei conti, tutti posti a disposizione della politica, ndr).
"In primo luogo però occorre determinarsi circa l'aumento di capitale a copertura delle perdite pari a euro 377.580 e fino alla ricostituzione del capitale sociale".
Signori soci, è l'inevitabile annuncio finale,  se "L'Assemblea dovesse determinarsi nella scelta della liquidazione della Società, vogliate prendere atto delle contestuali dimissioni del Consiglio di Amministrazione".
"Speriamo che non faccia buio prima che decidano -commentava ieri qualche buontempone- altrimenti, dal momento che l'Enel ha tagliato la luce, dovranno discutere al lume di candela".

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