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Rubano dei cavi in un'azienda di Lequile e finiscono in galera

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cavi_rubati cavi_rubati Nella notte di giovedì i Carabinieri del Nucleo Radiomobile si sono dovuti precipitare all'interno di un'azienda di Lequile - stabilimento "Chevin" sito in località "La scomunicata", in prossimità della SS101 – dove, grazie anche al fiuto ed al coraggio di un efficiente custode, hanno tratto in arresto due leccesi, artefici poco prima del furto di 20 quintali di cavi in rame. Intorno alle ore 01.00 due pattuglie del NORM  sono sopraggiunte, in seguito alla chiamata del custode notturno di quell'azienda (P.G. 50enne di Monteroni), il quale aveva segnalato un furgone sospetto all'interno della recinzione dello stabilimento.
I militari sono così riusciti a cogliere in flagrante Cosimo Palmieri, 38enne leccese e  Savio Attanasio, 33enne leccese, entrambi già noti alle Forze dell'ordine, i quali avevano appena trafugato del rame.
L'intervento dei Carabinieri e la prima ricostruzione del fatto, consentivano di appurare che in realtà i malintenzionati erano in tre, ma uno – vistosi scoperto e dopo avere sfondato la cancellata dell'azienda – era riuscito a scappare a bordo di un furgone, in uso al gruppo, con a bordo un grosso quantitativo di rame appena asportato, così come poi denuncerà un dipendente dell'azienda intervenuto in un secondo momento.
A quel punto i militari hanno condotto tutti i presenti in caserma per gli approfondimenti e,  con il coordinamento della  Centrale operativa del Comando Provinciale, hanno iniziato una battuta di ricerca per tentare di rinvenire la preziosa refurtiva.
Solo alle 05.00 di ieri mattina, in una zona agricola di Lequile, veniva trovato il mezzo con l'intero patrimonio, gli strumenti usati per lo scasso e due PC portatili trafugati dagli uffici. I militari raggiunta la sede di via Lupiae hanno invece minuziosamente tessuto la trama degli eventi, sino ad identificare anche il terzo complice, tuttora ricercato e non trovato presso il suo domicilio.
I due malviventi, su conforme orientamento della Procura della Repubblica di Lecce (dott.ssa Mininni), sono stati arrestati ed accompagnati a Borgo San Nicola. La merce è stata restituita al proprietario. Le indagini continuano alla ricerca del terzo complice.


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