"Sarà possibile toccare le piaghe del Cristo". Il Calvario restaurato tornerà presto nella Basilica di Santa Caterina d'Alessandria

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Dim lights "Abbiamo scoperto le famose piaghe sulla schiena del Cristo che nessuno aveva mai visto". Maria Prato è emozionata e soddisfatta. Racconta tre anni di restauro e svela particolari curiosi, a volte truculenti, e quasi incredibili. Il 'Calvario' della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria giace ancora a pezzi in una delle stanze che si aprono sul Chiostro ma, nella seconda metà di novembre, verrà riportato in chiesa. Sarà consentito girargli intorno ed osservarlo come, secondo la tradizione, hanno fatto i fedeli per almeno quattro secoli.
"Avrò la gioia di riproporre ai galatinesi un Cristo Crocifisso bellissimo. La Madonna, San Giovanni e tutti gli altri elementi restaurati riusciranno a stupire tutti". Fra' Massimo Tunno, inesauribile parroco di Santa Caterina, sorride ma non nasconde le trepidazioni dei mille giorni passati da quando quel gruppo ligneo scolpito da fra' Angelo di Pietrafitta alla fine del 1600, venne rimosso dal fondo del deambulatorio destro della Basilica per essere restaurato.
L'attento lavoro per riportare alla luce le meraviglie nascoste sotto centinaia di anni di incuria e dannosi interventi di mani inesperte è stato eseguito con la collaborazione di Apollonio Tundo, appassionato falegname, e con l'alta sorveglianza di Rosa Lorusso e di Maria Cristina Tiberini della Sovrintendenza alle Belle Arti di Puglia. Le indagini diagnostiche sono state di Davide Melica, geologo di Copertino.

L'inizio dei lavori
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