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"L'approdo. Opera dell'Umanità Migrante", il 29 ad Otranto. La Kater I era un relitto di morte, diventerà un inno alla vita

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kater I ©galatina.it kater I ©galatina.it katerI080920112214 katerI080920112214 Un importante evento in occasione del ventesimo anniversario dello sbarco albanese in Puglia, che prenderà il nome "L'Approdo. Opera per l'Umanità Migrante". Domenica 29 gennaio, alle ore 12, presso l'Area Fabbriche del Porto di Otranto, il Comune di Otranto e l'Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce inaugureranno la  prestigiosa scultura ideata dal grande maestro greco Costas Varotsos.

L'idea progettuale prevede che il relitto della motovedetta albanese Kater I Rades, protagonista della "Strage del Venerdì Santo", nella quale il 28 marzo 1997 morirono 81 persone, riprenda il suo viaggio per trasformarsi in un'opera monumentale dedicata alla memoria di tutti i migranti morti in mare.
La tenacia di un'associazione umanitaria, la Integra Onlus, la volontà dei parenti delle vittime, la sensibilità di alcuni amministratori italiani (Comune di Otranto e l'assessorato alle Politiche Giovanili della provincia di Lecce), hanno impedito che la barca albanese fosse definitivamente distrutta. La loro battaglia contro l'indifferenza si è concretizzata nell'idea dell'Istituto di Culture Mediterranee di trasformare la Kater in un monumento per tutti i migranti morti in mare, da collocare nel porto di Otranto.
Per l'occasione, Costas Varotsos, uno dei maggiori scultori dell'arte contemporanea, le cui opere sono presenti in tutto il mondo, ha accettato la sfida di creare un monumento all'"Umanità Migrante", proprio partendo dal relitto della Kater I Rades. Il maestro greco è stato affiancato da cinque giovani selezionati dalla Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, organizzata a Salonicco, ai quali si aggiungeranno un artista greco, uno albanese ed uno italiano.
Il progetto artistico internazionale è stato ideato dalla Cooperativa Artemisia, in media partner con la Copeam.

 


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