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"C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare"
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Parva

250 CV per lavorare e viaggiare nel tempo

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FIAT128_Small FIAT128_Small Le mie giornate lavorative sono quasi tutte uguali, mi sposto freneticamente da un posto all'altro senza sosta, senza respiro e con l'unico desiderio di tornare a casa la sera. Per lavorare sono costretto a usare anche la mia automobile, diventata come il mio braccio destro. Ormai la conosco benissimo in tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Ero in macchina ed era una giornata di lavoro come tante altre. La mia auto non è un'utilitaria, non mi sarebbe di grande aiuto, ma è un'auto di una certa potenza, 250 CV

che mi aiutano a lavorare e non perchè mi importi apparire. Era quasi mezzogiorno e dovevo sbrigarmi per arrivare in orario a un altro appuntamento di lavoro in un altra città. La strada non era molto larga e c'era anche un pò di traffico, quindi mi spostavo effettuando numerosi sorpassi, ovviamente rispettando i limiti imposti dalle leggi e seguendo anche i dettami del buonsenso per poter sopravvivere. Fatto l'ultimo sorpasso in sicurezza, la strada davanti a me si presentava lunga e dritta per circa un chilometro, per poi curvare dolcemente. Ecco quindi la zona giusta per accelerare e guadagnare un po' di tempo. Seconda, terza, e quarta in rapida scalata. Il contagiri sale inesorabilmente verso il limitatore, dal cofano giunge l'ululato rabbioso non di 250 cavalli, ma di 250 lupi affamati che corrono liberi. Penso alla dose quotidiana di grane che devo risolvere per poter lavorare, poi penso alle bollette che sono in scadenza e alle tasse che non danno tregua. Devo mantenere la mia famiglia, i miei figli; niente lusso, niente spreco, niente eccessi, solo vita fatta di normale decoro e tanti salti mortali per sperare di arrivare a una fine del mese che sembra allontanarsi sempre di più. Non riesco più a pensare a me stesso, a quello che vorrei fare, ma solo a quello che sono costretto a fare. Non mi piace, ma non ho altra scelta. Devo correre per guadagnare altro tempo, altrimenti rischio di arrivare tardi e perdere lavoro.

La strada scorre velocissima, mi sento schiacciare sul sedile, oltre che dalla vita anche dall'accelerazione. Devo sbrigarmi. Purtroppo il conto in banca sta planando verso la zona rossa, avevo un piccolo risparmio, ma ormai prelevo spesso e deposito quasi mai. Corro ora, non posso guardare il tachimetro per non spostare lo sguardo dalla strada, lo so che non dovrei correre ma non posso fare altrimenti. Imbocco la curva a una certa velocità e improvvisamente davanti a me sulla mia stessa corsia, si staglia una macchina. Di colpo metto il piede sul freno, premo con tutta la forza che ho nella gamba. L'ululato del motore si affievolisce, entrano in azione, l'ABS e l'ESP. Fanno un ottimo lavoro, la macchina quasi si arresta a distanza di sicurezza dall'auto che precede. E' una vecchia Fiat 128, tenuta benissimo, sembra nuova. Osservo bene. Il finestrino del guidatore è abbassato, ogni tanto sporge una mano che trattiene una sigaretta accesa. Il guidatore sembra rilassato, è un uomo di una certa età. Si sta spostando senza fretta. Innervosito penso al tempo che sto perdendo e a tutti gli impegni che devo ancora affrontare.

Me la prendo con il tipo della Fiat 128. Non accelera, viaggia a velocità ridicola per i nostri giorni, come se non appartenesse al XXI secolo. Forse è un pensionato; beato lui. Forse io non potrò godermi una pensione; inizio a pensare a quale ritmo ha vissuto nel suo XX secolo: mattina lavoro, mentre la moglie resta a casa per accudire i figli e a preparare il pranzo; pomeriggio libero da dedicare a un secondo lavoro oppure a qualche hobby, qualche soldino da parte e prospettiva di vita serena per i suoi figli per lui e sua moglie. Beato lui. Io purtroppo appartengo al XXI secolo, devo inseguire il lavoro come farebbe un lupo con la sua preda. Devo essere veloce, devo guadagnare soldi perchè devo e non perchè mi piaccia, devo...solamente "devo"... Il sole illumina una scena surreale, un ossimoro temporale, due epoche a confronto, due macchine fra loro estranee per tecnologia e data di produzione, due uomini di due epoche diverse. Mi balena per un attimo una domanda nella mia mente: forse la mia auto mi ha fatto viaggiare nel tempo e sono andato nel XX secolo, oppure è il signore con la sua 128 che è stato sbalzato nel futuro? Non ho tempo da perdere, accelero violentemente, sorpasso, nello specchietto retrovisore quella Fiat 128 diventa inesorabilmente più piccola, un raggio di sole inonda il mio abitacolo, sorrido, forse sto guidando una macchina del tempo....


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