La morte e l’incanto. Riflessioni sulla scomparsa di Lucio Dalla

Stampa

LucioDalla LucioDalla Si riduce tutto alla memoria; alla memoria della propria storia ed alla storia dei propri affetti. La scomparsa di Lucio Dalla è un lutto generazionale che coglie impreparati perché l'abitudine alla voce , il piacere del suono, l'arguzia e la poesia del testo , ci hanno accompagnato in maniera naturale nella quotidianità delle nostre vicessitudini. E oggi la sua assenza sembra privarci della gioia dell'ascolto, sembra porci una memoria senza futuro. E' il primo impatto, che ci spingerà per reazione uguale e contraria a immergerci nell'ascolto della sua voce come una raccolta ordinata del nostro passato. Potremmo essere musicalmente nati il 4 marzo 1943 ed aver percorso la nostra strada all'ombra delle sua canzoni più o meno belle, intense, profonde, ironiche, graffianti.
Questo lutto generazionale è oggi per Dalla, come potrebbe essere per ogni voce d'artista che ha segnato il percorso di padri e figli e padri; Il termine lutto è estensivo di uno stato d'animo collettivo e si priva della intensità emotiva della perdita personale, languendo in un catino di emozioni che raccoglie la storia di ognuno di noi, la diversa storia di ognuno di noi lungo un comune percorso di ascolto della musica e di condivisione degli anni che ci hanno resi persone.
E così tanti "grazie" uguali sono di fatto tanti "grazie" diversi, ed ogni personale commiato diventa un segno unico di saluto e di riconoscenza.
E quanto appare strano che la morte renda trasparenti alchimie di sentimenti di cui "presi dall'ingranaggio quotidiano " abbiamo dimenticato l'esistenza. E' l'incanto della musica, capace di sollevare il nostro tempo, le nostre ore, e di trasportarle accanto a noi lentamente e con leggerezza; come fosse, la musica, una materna presenza a volte invasiva a volte discreta.
Alla fine del percorso quando la morte e l'incanto si incontrano è necessario fermarsi un'attimo, per riprendere fiato perché quel tempo che sembrava essere trascorso lento e leggero in verità è trascorso veloce e con affanno.
E questo, improvvisamente, ci pesa